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martedì 12 novembre 2019

Europa League: una discreta Fiorentina bloccata in casa dal Tottenham

19-02-2016

Finisce uno a uno l'andata dei sedicesimi di Europa League tra Fiorentina e Tottenham; passati in svantaggio nel primo tempo, i viola recuperano e cercano la vittoria senza abbattere il fortino degli inglesi.

Fiorentina e Tottenham ancora avversari, un anno dopo: il sorteggio di EL ha contrapposto ancora due squadre che hanno fatto cose molto simili negli ultimi dodici mesi.
Come i viola, anche gli inglesi hanno mancato la Grande Europa per un soffio lo scorso campionato, e come i viola si trovano molto in alto nel campionato in corso. Al solito le squadre impegnate nei tornei continentali sono costrette a litigare con il calendario, zeppo di partite in questo periodo. Sousa comunque non cambia molto rispetto a domenica scorsa e tiene a riposo solo Kalinic e Vecino.
Primi minuti di studio per entrambe le contendenti; gli inglesi forniscono alla nazionale dei Tre Leoni ben sei elementi eppure al classico gioco "British" preferiscono una manovra ragionata simil-viola.
Ci vogliono diciassette minuti per vedere la prima occasione della gara, con Zarate, il cui tiro da fuori area finisce ben oltre la traversa. A metà frazione gli "Spurs" hanno preso il predominio del possesso palla, senza comunque impensierire mai la porta gigliata; questo fino al venticinquesimo, quando Eriksen costringe Tata alla deviazione in corner. Poco dopo la mezzora la Fiorentina sciupa la prima vera opportunità per segnare: da morbido pallonetto di Ilicic né Berna né Zarate riescono a deviare da dentro l'area piccola degli inglesi.
Al trentaseiesimo però la difesa gigliata fa la "frittata": Davies entra in area gigliata da sinistra e viene sgambettato ingenuamente da Tomovic, l'arbitro fischia il rigore, Chadli lo segna.
Sul finire del tempo Kuba scatta bene sulla fascia destra, il suo invito per l'accorrente Zarate è perfetto ma il rigore in corsa dell'argentino finisce ancora sopra la traversa.

Nella ripresa i padroni di casa iniziano con il freno a mano tirato e i londinesi sfiorano il raddoppio in un paio di occasioni: pronti via e viene annullato il goal di Son per fuorigioco.
Qualche minuto più tardi è l'autore del vantaggio Chadli a seminare il panico nell'area viola, Tata devia in angolo. Pare che i gigliati non siano in grado di reagire tuttavia verso il quarto d'ora rientrano in partita: è Bernardeschi, il miglior viola da diverso tempo a questa parte, a segnare con una sventola da fuori area. Il tiro del fantasista viene leggermente deviato e si infila sotto l'incrocio dei pali, per la gioia dello stadio e del c.t. azzurro Conte, seduto in tribuna a osservare proprio lui.
Sousa ci crede e inserisce Kalinic, poco dopo però è Alonso a tentare...lo Zarate: destro a rientrare all'interno dell'area ospite, il piede è quello sbagliato e la conclusione vola alta. Ormai i viola sono padroni incontrastati del campo, il subentrato Vecino "scalda" i guanti del portiere inglese con un tiro da fuori. Zarate è un po' sulle gambe ma dal suo destro può nascere sempre qualche pericolo, ancora un calcio d'angolo per i gigliati. A due minuti dal termine il terzo 2-1 casalingo di fila svanisce per un soffio: ennesimo corner, Astori svetta e spedisce di testa a un soffio dal palo. Gli ultimi sforzi sono vani, la partita finisce con un pareggio assai prezioso per il Tottenham.

Non è bastata una bella Fiorentina contro la squadra forse più in forma del campionato inglese; i ragazzi di Sousa hanno sofferto la forza degli Spurs ma hanno lottato senza perdere la proverbiale razionalità disputando forse la migliore partita di coppa in stagione. Per il ritorno ci sarà da lottare tuttavia con una squadra ben dotata in "attributi" e con un Bernardeschi così ispirato niente è ancora scritto.

Leonardo Signoria