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mercoledì 20 novembre 2019

La Fiorentina non c'è più: all'Empoli il derby dell'Arno

11-04-2016

Crisi nera per la Fiorentina: nella trentaduesima giornata di campionato i gigliati perdono 2-0 a Empoli e vengono superati al quarto posto dall'Inter. Per la squadra di Sousa è l'ottava partita consecutiva senza vittorie.

Inutile nascondersi, la Fiorentina è in crisi: della bella compagine che fino a Natale lottava per il primo posto non c'è rimasto niente. Nessuno chiedeva la luna, cioè lo scudetto (la Juventus nelle ultime 22 giornate ha conquistato 64 punti sui 66 disponibili), e neppure avrebbe fatto processi se non fosse arrivata la zona Champions, ma un calo così vistoso, e in queste modalità, senza grinta e senza più un briciolo di gioco, non è giustificabile. Teoricamente tutti hanno alibi, nell'ambiente viola, e in realtà sono tutti colpevoli, a partire dalla società: il mercato di gennaio è stato inadeguato, qualunque fosse l'obiettivo, poiché su cinque innesti tre sono quasi sempre stati indisponibili. Poi c'è l'allenatore: Sousa, giustamente elogiato per quanto fatto fino a un paio di mesi fa, si sta rivelando incapace di inventarsi nuove risorse. Quando finisce la tattica e le gambe sono pesanti un grande motivatore agisce sulla mente dei calciatori, piuttosto che sul resto: per ora il portoghese sembra carente da questo punto di vista. Per ultimi metto i calciatori: è vero che in tanti stanno giocando con la lingua di fuori, che è difficile trovare le motivazioni giuste quando si aprono scenari suggestivi e la squadra, carente in alcuni settori, non viene rinforzata, però non si può scendere in campo con questo spirito di resa. L'Empoli aveva un solo traguardo per questa stagione, battere i "cugini", già pensare di rovinare la festa avrebbe dovuto dare gli stimoli necessari.

Sulla partita non c'è molto da dire: tralasciando il solito, idiota, orario penalizzante (fischio d'inizio alle 12.30, col sole che picchiava bello forte), la Fiorentina è partita benino, con qualche azione confusa ma non disprezzabile, poi si è adattata al ritmo imposto dagli avversari. L'Empoli, a secco da 12 partite, ha impostato una gara di "corsa", fatta di pressing asfissiante e veloci schemi in contropiede. Grosse occasioni per una mezzora buona non ne ha create, tuttavia neppure i gigliati sono riusciti a tirare in porta, se non con Ilicic su punizione, peraltro agevolmente bloccata. Sul finale di tempo è il solito, sciagurato Roncaglia a spianare la strada al vantaggio empolese: un suo maldestro intervento aereo lancia Pucciarelli, che si accentra e al limite dell'area piazza di destro a fil di palo. L'unico che pare avere qualche idea è sempre Ilicic, stavolta l'intervento del portiere azzurro, su sua cannonata da fuori area, è più complicato.

Nella ripresa il copione è il solito: i viola annaspano in avanti, l'Empoli cerca di punire in contropiede, e dopo otto minuti quasi ci riesce: Saponara incespica in area su un pallone che andava solo spinto in rete. Con Kalinic lontano parente del bomber che fu, gli unici tentativi dei gigliati provengono da traversoni di Tello, fumoso ma almeno propositivo, e Alonso. Entra Zarate e non succede niente, entra Kone e almeno viene sfatato un tabù: l'innesto di gennaio finalmente vede il campo, il 10 aprile! Gli sterili tentativi ospiti vengono spenti da Zielinski, che su ribattuta sigla il due a zero azzurro. L'Empoli gioca al gatto con il topo e regala la gioia più attesa ai propri tifosi: l'ultima volta che gli azzurri avevano vinto il derby dell'Arno era il 28 settembre 1997. Per la Fiorentina è notte fonda: con questo spirito il quarto posto è un miraggio, sebbene l'Inter sia stata battuta sempre e meritatamente, quest'anno. La zona Europa League dovrebbe essere al sicuro, a patto di non esagerare: le prossime a far visita ai viola saranno Sassuolo e Juventus, forse le avversarie peggiori in un momento come questo.

Leonardo Signoria