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giovedì 14 novembre 2019

Rete Dafne: nasce a Firenze il progetto a tutela delle vittime di reato

20-04-2016
Una rete che offre servizi gratuiti a tutte le vittime di violenza e reato, senza distinzione di età, nazionalità, etnia, religione o condizione socio-economica. Con l'intento di accompagnarle in ogni passo e non farle più sentire sole. E' la Rete Dafne che dopo la città di Torino è pronta a diventare realtà anche a Firenze, come previsto dal protocollo d'intesa firmato stamani in Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella, dal presidente del Tribunale di Firenze Marilena Rizzo, dal procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo, dal presidente dell'associazione Aleteia Simone Stefani e dal direttore sanitario della Usl Toscana Centro Emanuele Gori

"Si tratta di un progetto importante e innovativo, che va a toccare esigenze e aspettative molto sentite dai cittadini - ha dichiarato il sindaco Nardella - Dafne offrirà una rosa di servizi e attività a supporto delle vittime di reato, per alleviare le loro ferite materiali e immateriali. Al tempo stesso - ha concluso - sarà utile a rafforzare il sentimento di comunità, il nostro senso di coesione sociale". 

Operativa a partire da ottobre 2016 e frutto di un lungo lavoro durato quasi due anni, la rete Dafne è stata resa possibile grazie al determinante contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e offrirà servizi volti a dare ascolto e sostegno alle vittime che si rivolgeranno alla giustizia e alle forze dell'ordine: servizi che vanno dall'informazione sui diritti all'assistenza sociale, dal sostegno psicologico al trattamento integrato psicologico e psichiatrico. A provvedere e quindi a concretizzare ogni singolo aspetto dell'iniziativa sarà una cabina di regia formata dai rappresentanti di tutte le istituzioni firmatarie del protocollo. L'autorità giudiziaria si impegnerà a garantire l'adozione di adeguate misure di tutela; l'associazione Aleteia (anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati) gestirà le attività di informazione, accompagnamento e orientamento alla consulenza legale e all'assistenza psicologico/psichiatrica e sociale, nonchè dell'attività di valutazione del rischio di vittimizzazione secondaria e di mediazione dei conflitti; l'Asl garantirà prestazioni sanitarie nell'ambito delle proprie competenze e tenendo conto della normativa nazionale, regionale e dei regolamenti specifici della propria amministrazione.

Una collaborazione preziosa tra tutti gli interlocutori coinvolti, con istituzioni e associazioni unite nel raggiungimento dell'importante mission di Dafne: "Cambiare la prospettiva tradizionale - ha affermato il presidente del Tribunale di Firenze Marilena Rizzo - che vede il reo scontare una pena e la vittima risarcita con una piccola somma di denaro, senza però prestare una vera tutela. Con Dafne andremo oltre, per eliminare le conseguenze dannose del reato: la vittima sarà accompagnata dall'inizio fino a dopo il procedimento, finchè tutti i segni lasciati dal reato non saranno eliminati. Questo - ha concluso - ci farà sentire una società più civile". Presente alla firma del protocollo l'assessore al Welfare Sara Funaro, il cui impegno è stato fondamentale per la costituzione di Dafne a Firenze: "Grazie al nuovo Centro, le persone che subiscono reati e che denunciano gli atti subiti non si sentiranno più smarrite - ha dichiarato l'assessore - perché vi troveranno tutta l'assistenza di cui hanno bisogno. E a seconda del problema saranno messe in contatto con le associazioni che si occupano di quel problema specifico. La rete Dafne va infatti ad affiancarsi e a facilitare il lavoro già svolto dalle varie realtà associative del territorio".

Con Torino e Firenze, la Rete Dafne ha segnato due tappe importanti del suo percorso, ma l'ambizione espressa da tutti i soggetti coinvolti è che possa avere un respiro ancora più ampio, sia a livello regionale che nazionale.
Il Centro fiorentino avrà sede in uno spazio di proprietà comunale, un luogo protetto, che rimarrà anonimo a tutela di chi si è rivolto loro. Il contatto telefonico della sede sarà infatti fornito al momento dello svolgimento del processo o quando verrà fatta denuncia dalla vittima. 

Per maggiori informazioni: www.comune.fi.it

di Alessandra Toni