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venerdì 15 novembre 2019

Liberate le volontarie italiane rapite in Iraq

28-09-2004

Martedì 28 settembre, ore 17.40: Simona Pari e Simona Torretta sono state liberate e consegnate dai sequestratori a un incaricato italiano.

Il sequestro, le rivendicazioni, gli annunci di morte: un incubo durato 21 giorni. "Rapitori religiosi che ci hanno insegnato i principi dell'Islam ed alla fine ci hanno chiesto perdono" ha detto Simona Torretta "Abbiamo avuto paura di morire" ha aggiunto. Simona Torretta ha detto di non averli visti in faccia e di essere sempre stata insieme a Simona Pari, mentre gli altri due iracheni erano in un altro luogo. Simona Pari: "Trattate con calore e solidarietà''.

''Eravamo sempre bendate e non abbiamo mai visto in faccia i nostri rapitori''. E' quanto riferito ai magistrati romani da Simona Pari e Simona Torretta. Secondo indiscrezioni le due volontarie hanno sottolineato di essere tenute prigioniere sempre nello stesso luogo, non di sapere se siano cambiati i loro carcerieri. Le due giovani, inoltre, hanno precisato di non aver subito nessuna forma di violenza, ma di essere state trattate con cordialità e rispetto. Ai magistrati della procura di Roma le due giovani hanno raccontato che "al momento dell'irruzione negli uffici dell'associazione 'Un Ponte per...' a Baghdad, i rapitori non avevano nè un elenco di nomi, nè le fotografie del gruppo di volontari. Le due volontarie italiane hanno chiarito che al momento del sequestro a tutti gli occupanti dell'ufficio sono stati chiesti i nomi. Poi sono seguite fasi molto concitate alle quali hanno partecipato tutti i componenti del commando, dalle 10 alle 15 persone.

Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana Scelli: "Sono stato otto ore in una stanza ad attendere gli ostaggi"
  
Le Famiglie: "Ci speravamo, anzi eravamo sicuri". Un ponte per: "L'unica notizia che aspettavamo è arrivata. Ci sarà tempo per ricostruire. Grazie a tutti"

L'aereo che ha riportato in Italia Simona Torretta e Simona Pari è atterrato nell' aeroporto di Ciampino martedì 28 settembre poco prima delle 23.15. Alcuni parenti sono saliti a bordo. Quando si è aperto il portellone del Falcon il primo ad affacciarsi dal velivolo è stato il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il sottosegretario, Gianni Letta, sono saliti sull'aereo e sono ridiscesi poco dopo. La prima a scendere dal Falcon 20 è stata Simona Pari. Subito dopo Simona Torretta. Le due ragazze sono state a lungo abbracciate dai loro familiari. Le due Simone si sono allontanate dall' aereo che le ha riportate in Italia tenendosi per la mano e sorridendo, fino alla saletta del 31/0 Stormo dell' Aeronautica. Le due giovani indossano abiti chiari, lunghi fino ai piedi. Poi l'abbraccio con gli amici, i volontari dell'associazione per cui lavorano Sorrisi, abbracci, occhi lucidi e qualche lacrima: le due ragazze sono state letteralmente sommerse dai loro amici. E per loro anche due mazzi di margherite, uno bianco e uno giallo.