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sabato 31 ottobre 2020

Un racconto del volontariato con l'associazione Angeli della Città

10-12-2019

L'associazione Angeli della Città nasce nel 1999 dalla volontà di Paolo Coccheri e in vent'anni di attività ha moltiplicato i suoi interventi. Fino al 2007 i volontari si sono dedicati soprattutto alla distribuzione di pasti caldi alle persone senza fissa dimora, portando  la loro presenza e il loro aiuto in alcune zone della città, in particolare nelle vicinanze della stazione Santa Maria Novella. Da alcuni anni l'associazione ha una sede fissa in Oltrarno, dove avviene la distribuzione di alimenti e vestiario, e dove vengono organizzati alcuni mercatini vintage per la raccolta fondi.

Il lavoro di un'associazione di volontariato si dà spesso per scontato, eppure quando lo si guarda da dentro ci si accorge che è molto diverso da quello che si pensava.

E molto più impegnativo e importante di ciò che si credeva. L'impegno rivolto dagli Angeli della città alle marginalità di Firenze, primi fra tutti i senza fissa dimora, si è consolidato negli anni ed ha portato un aiuto concreto a centinaia di persone ogni anno. La sofferenza e l'emarginazione sono spesso visti come argomenti delicati e il sostegno basilare che queste associazioni offrono non è sempre considerato meritevole. Per questo ai volontari di queste associazioni bisogna riconoscere il grande merito di resistere alle critiche e continuare il loro lavoro, convinti del loro scopo. D'altra parte c'è chi li sostiene, economicamente o con qualunque altro mezzo e ne apprezza il lavoro, creando una rete di consolidati rapporti che aiutano a proseguire nella quotidianità. Questa netta divisione crea spesso una percezione sbagliata della vita dell'associazione e delle loro attività e con il tempo ne offusca i valori e le finalità. Ciò che viene dimenticato è soprattutto il lavoro quotidiano dei volontari e chi sono i beneficiari, che spesso si considerano inetti e lontani da noi. La distribuzione alimentare e dei capi di abbigliamento che l'associazione offre, ad esempio, vede oramai tra i fruitori una quantità sempre maggiore di famiglie in difficoltà. Negli ultimi dieci anni, dalla crisi finanziaria del 2008, il numero di queste famiglie aumenta progressivamente e questo pubblico eterogeneo si affianca ai senza fissa dimora. Grazie alle segnalazioni dei servizi sociali, gli Angeli della città possono aiutare molte famiglie disagiate, garantendo loro una spesa mensile di alimenti fondamentali. L'associazione ha anche intercettato molti stranieri, sia tra le famiglie che tra i senza fissa dimora; molti migranti che non hanno altro posto dove andare o che sono in attesa dell'evasione di pratiche burocratiche lentissime. La sede diventa un punto di riferimento per le persone in difficoltà, un luogo sicuro dove confessare i propri dubbi e le proprie paure. Dove cercare una speranza.

Per questo l'associazione dà un primo  orientamento legale e indica i servizi e gli uffici pubblici cui rivolgersi. Non bisogna dimenticare che esistono molti mezzi per affrontare le difficoltà economiche ma, in situazioni di particolare disagio, non sempre si conoscono. Inoltre questi mezzi sono praticamente sconosciuti e incomprensibili agli stranieri. Queste semplici azioni assumono perciò un ruolo determinante nel lavoro e creano un rapporto di fiducia tra le compagini sociali.

Il luogo sicuro dell'associazione diventa anche opportunità di ascolto: l'isolamento sociale e psicologico è uno dei fattori che può trasformare una situazione economica difficile in un proble- ma molto più grande.

Parlare dei propri  problemi,  confrontarsi e ascoltare diversi punti di vista o una parola di conforto  è una necessità non secondaria per le persone, per tutte le persone.

Le attività  di  un'associazione di  volontariato,  che si radica nel territorio, trovano compimento nella possibilità di fare rete insieme alle altre realtà. Per questo Angeli della città partecipa a progetti  come l'accoglienza invernale organizzata dal Comune di Firenze e tiene contatti e relazioni con il centro diurno La Fenice, per l'accoglienza degli ultimi e l'organizzazione di corsi di formazione lavorativa.
Come l'ascolto, la formazione è molto importante nell'azione di queste associazioni, che cercano sempre più di affiancare all'aiuto economico, diverse attività di reinserimento sociale. Prima fra tutte quelle riguardanti il mondo  del  lavoro, tramite  il quale si permette  il ritorno all'indipendenza. Ma ci sono anche altri modi di intervenire per esempio coinvolgendo i bambini delle famiglie in difficoltà, in attività di gruppo e di apprendimento, affinché quel periodo non sia vissuto più come un vuoto e un allontanamento dagli altri ma resti un passaggio in cui non perdersi.
Per questo gli Angeli della città organizza laboratori di disegno e pittura per i più piccoli, grazie a volontari ex insegnanti, cui quest'anno si è affiancato un laboratorio di fotografia per i ragazzi tra i 9 e i 14 anni. Quest'ultimo, organizzato dal fotografo Filippo Steven Ferrara, si è impostato come uno spazio di espressione e di libertà creativa ma anche di riflessione collettiva e di condivisione. La fotografia è stata utilizzata anche come strumento di indagine e di auto-narrazione: la serie di scatti realizzati alla fine del laboratorio e composte di immagini realizzate nei singoli contesti abitativi, familiari e di vita quotidiana, restituiscono una prospettiva intima e personale sulle vite e sugli stati d’animo dei  partecipanti.  Questa esperienza diventa così un modo per affrontare le difficoltà senza restare isolati e allo stesso tempo scoprire una passione, come quella della fotografia, che lasci guardare in avanti. Per questo motivo l'associazione, grazie a contributi regionali, ha deciso di regalare tutta la strumentazione tecnica hai ragazzi che hanno partecipato.

Testo tratto da "Un racconto del volontariato - L'associazione Angeli della Città" di Gabriele Pantaleo, stampato con il contributo di Cesvot.

Per maggiori informazioni: https://angelidellacittaonlus.wordpress.com/