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venerdì 04 aprile 2025

Ugo De Vita racconta Ustica: omaggio alle vittime della strage in Sala d'Arme a Palazzo Vecchio

12-04-2025

La città di Firenze ospiterà sabato 12 aprile 2025 alle ore 17.00, in Sala d’Arme a Palazzo Vecchio, un percorso di teatro civile dal titolo “Un’Altra Storia” Ugo De Vita racconta Ustica. Omaggio alle vittime della strage. È degli inizi del mese di marzo la notizia che la Procura di Roma ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari, l’archiviazione dell’ultima inchiesta sul Dc-9 Itavia che la sera del 27 giugno 1980 precipitò nel mar Tirreno, provocando 81 morti. Alla tragedia umana della morte di 81 persone, si è sommata la tragedia civile di uno Stato che non ha potuto né saputo fornirne una spiegazione.

Sabato 12 aprile grazie al Consigliere Comunale Luca Milani, organizzatore dell'evento, avrà luogo il racconto e l’omaggio alle vittime da parte della Presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica l’Onorevole Daria Bonfietti e del Professor Ugo De Vita, autore, attore, docente universitario, una voce importante del teatro civile, che riprenderà la narrazione di questo doloroso “mistero” italiano.

Il 27 giugno 1980 il velivolo DC9 I-TIGI della compagnia Itavia decolla dall'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Bologna. Sono a bordo 81 passeggeri, 64 adulti, 11 bambini tra i due e i dodici anni, due bambini di età inferiore ai 24 mesi, oltre ai 4 uomini dell'equipaggio. Il volo, con nominativo IH870, è diretto a Palermo e parte alle 20.08, con due ore di ritardo. L'atterraggio è previsto per le 21.13. La mattina successiva tutti i giornali riportano notizie della tragedia e si comincia anche a fare le prime ipotesi sulle cause del disastro. Le indagini, che furono avviate dalle Procure di Palermo e di Roma e dal Ministero dei Trasporti, poco alla volta persero di mordente e sulla vicenda scese il silenzio fino al 1986. Poi, stimolati da una inchiesta giornalistica che indicava il DC9 quale vittima di una azione militare, un gruppo di politici e intellettuali si rivolgeva con un appello al Presidente della Repubblica perché «qualsiasi dubbio anche minimo sull'eventualità di un'azione militare lesiva di vite umane e di interessi pubblici primari fosse affrontato».

Nel 1988 nacque l’Associazione parenti delle vittime della Strage di Ustica; l'opinione pubblica, in molti modi, fece sentire la sua pressione e ne seguirono due importanti effetti. Riprese vigore l'impegno della Magistratura: con due successive complesse campagne di recupero svolte a 3.700 metri di profondità, nel 1987 e nel 1991, fu acquisito il 96 % del relitto del DC9. Oggi è ospitato nel Museo della Memoria di Ustica a Bologna, luogo costruito attorno ai resti dell’areo, ricomposti e ivi trasportati nel 2006.

Nel 1992, i vertici dell'Aeronautica all'epoca dei fatti furono incriminati per alto tradimento, «dopo aver omesso di riferire alle Autorità politiche e a quella giudiziaria le informazioni concernenti la possibile presenza di traffico militare”. Gli imputati furono poi prosciolti per prescrizione nel 2004, e all'inizio del 2006 assolti dalla Cassazione. Nel 1999, alla fine della più lunga e travagliata istruttoria della storia giudiziaria del nostro Paese, la sentenza di conclusione dell’indagine istruttoria del Giudice Rosario Priore affermò che «l'incidente al DC9 era occorso a seguito di azione militare di intercettamento». Al riguardo fondamentale alla conoscenza dei fatti da parte dell’opinione pubblica, fu l’intervista che il giornalista Andrea Purgatori fece nel 2007 proprio al Giudice Priore, così come la lettera che scrisse al Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, invitandolo a “continuare a sfidare il muro di gomma su cui rimbalzano i quesiti essenziali di questa strage”.

I posti sono limitati e sarà necessario dare una conferma della partecipazione scrivendo entro il 10 aprile 2025 a: barbara.cascini@comune.fi.it