E se la cura fosse un gesto radicale? Arriva a Firenze il festival radiCare, una manifestazione “per le persone, per la città, per la terra. Per chi normalmente sta nei margini”. Appuntamento dal 10 al 12 luglio 2026 a Casa Caciolle.
Un festival “per comunità che si prendono cura”. Questo, con le parole del comitato organizzativo, è il significato di radiCARE, festival a ingresso gratuito promosso da un coordinamento di svariate associazioni, gruppi e organizzazioni del territorio. L’inizio delle attività è previsto a Firenze nella serata del 9 luglio, con il tour decoloniale organizzato attraversando le vie del centro storico insieme a The Recovery Plan, proseguendo con l’intero programma di talk, laboratori e iniziative dal 10 al 12 luglio, nella location di Casa Caciolle.
“In questo momento storico, prendersi cura non è un lusso, è un’urgenza. Prendersi cura delle persone, dei nostri bisogni e del pianeta. Prendersi cura della città con uno sguardo nuovo, capace di arrivare dove la luce scarseggia e dove le risorse mancano. Trasformare i margini in luoghi di partecipazione e bellezza” spiegano dall’organizzazione.
Cosa significa nel concreto? Significa laboratori, talk tematici, sessioni assembleari su temi come la transizione energetica nei territori, momenti di divulgazione sull’educazione sessuo-affettiva e sul consenso, sui diritti e sul mondo queer, sulla natura e sul pianeta, su temi di giustizia sociale, di geopolitica e di attualità, come la situazione in Iran e le proteste delle ultime settimane in Albania, pratiche di gioco e di contatto, ma anche mercatini di artigianato, street food, momenti culturali, Dj set, concerti di artiste e artisti indipendenti, e tanto altro ancora. Con una costante: l’approccio di cura, l’accoglienza, i momenti e gli spazi per fermarsi, respirare e ritrovarsi. Un programma ricco e variegato, che è possibile scoprire al link: https://transistor.community/radicare/.
Uno dei passaggi chiave della manifestazione si svolgerà durante la mattinata di venerdì 10 luglio, alle ore 10.00, a Casa Caciolle, durante quella che sarà a tutti gli effetti una presentazione di Care Network, la rete orizzontale di associazioni, gruppi e organizzazioni che vuole “riportare accessibilità, intersezionalità, solidarietà ed empatia nel cuore di Firenze”. Un momento di incontro e confronto, durante il quale l’organizzazione del festival presenterà la propria visione alla società civile, invitando a partecipare cittadinanza, stakeholders, fondazioni, mondo universitario e dell’economia circolare, stampa locale, enti e istituzioni del territorio. La proposta è quella di costruire sinergie e gettare le basi per un sistema di azione dal basso condiviso, multilivello e fondato sui valori e i principi della cura. Una soluzione alla costante privatizzazione degli spazi urbani, sempre più condannati a spazi da consumare invece che elevati a spazi di relazione, trasformando la gestione del contesto urbano in un atto di giustizia sociale e rigenerazione collettiva.
Un festival quindi “ideato per celebrare l’impegno verso la cura, in tutte le sue forme e accezioni sociali. Una manifestazione di incontri, di festa, di cultura e di musica, di arte e creatività al servizio dell’attivismo, nata dalla collaborazione di tante realtà fiorentine che, attraverso il CARE Network e con l’organizzazione di transistor, vogliono portare a Firenze una riflessione viva sul tema della cura. Un invito a sognare e ripensare le nostre città e il modo in cui le abitiamo” racconta Lorenzo Ci, cofondatore della community transistor e direttore artistico della manifestazione.
radiCARE è il frutto di un percorso di cooperazione tra associazioni e realtà fiorentine, sviluppato all'interno del progetto YOU(th) CARE for Change - cofinanziato e promosso da COSPE insieme a 11 partner nell’area euro-mediterranea - e dedicato alla partecipazione giovanile e alla costruzione di spazi e comunità più giuste e inclusive. Un caso virtuoso di connessione territoriale, in cui “la collaborazione tra le realtà coinvolte non era scontata”, e che ha permesso alle associazioni, ai gruppi e alle realtà coinvolte di “conoscersi, scoprendo che tutte condividiamo di fondo gli stessi valori. Per questo abbiamo deciso di gestire insieme i fondi del bando, ma anche la fatica di coordinare budget, documenti ed eventi”, spiegano dall’organizzazione. Proprio legata a YOU(th) CARE è la campagna “Reclaiming Spaces”, che verrà presentata nel corso del festival radiCARE: un’iniziativa lanciata il 3 luglio 2026 in 12 paesi per promuovere la partecipazione delle persone più giovani nella vita pubblica, sotto lo slogan unificante *“YOUTH NEEDS SPACE. SOCIETY NEEDS YOUTH.”* (I giovani hanno bisogno di spazio. La società ha bisogno dei giovani). Un’iniziativa che tocca Firenze, e che animerà città come Praga, Parigi, Bruxelles e Marrakesh.
Il festival quindi è la dimostrazione pratica su larga scala di cosa significhi progettare uno spazio in modo che questo possa essere fruito da più persone possibile, stimolando eventi e laboratori che permettono di coltivare idee e punti di vista nuovi. Il tutto nella chiave dell'inclusività e dell'idea che nessuna persona vada lasciata indietro.
radiCARE è organizzato e vede le adesioni di: Care Network, transistor, Love My Way, duepunti, IParticipate con progetto W-Star, Asiri, Fridays For Future Firenze, Rinascimento Green, Global Shapers Community Firenze, COSPE con progetto YOU(th) CARE for Change, L’Ornitorinco, MaGnan Impasti in fermento, The Recovery Plan, Centro Creazione Cultura, Generation Europe - The Academy, Punti Lila Firenze, Acomi, Facilitarte, Brigata Basaglia, Playfight, Qispi Kay, Poliamore Firenze, Hamseda, Mediterranea Firenze, Manitese Firenze, Elanor, Edera, Informagiovani Firenze, Informadonna, Innesco, Florence Must Act.
Per maggiori informazioni e programma completo: https://transistor.community/radicare/