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domenica 17 novembre 2019

Quando il fascismo uccise Pilati

07-10-2005

Il 6 ottobre, a ottant'anni dalla morte di Gaetano Pilati, si è tenuta una giornata commemorativa in Palazzo vecchio. Firenze ha ricordato il suo cittadino e militante del socialismo, martire della violenza squadrista. Il saluto dell'assessore alla cultura Simone Siliani ha ricordato l'importanza di figure come quella di Pilati, sempre attuali e fortemente radicate nell'identità democratica della città. La conferenza del Prof. Maurizio Degl'Innocenti, presidente della fondazione di studi storici "Filippo Turati" ha ripercorso la biografia di dell'esponente socialista calandola nel contesto storico cittadino e nazionale: dalla vita mezzadrile all'arrivo in quella Firenze in espansione economica e politica, l'impegno nelle fila del socialismo, la guerra e la mutilazione affrontata con ingegno (si costruì e brevettò una protesi per la mano sinistra ed altre analoghe per i mutilati di guerra), infine, il fascismo. Di fronte a un uditorio composto in larga parte di "non addetti ai lavori", con numerose scolaresche, la lotta contro il fascismo avanzante è stata ricostruita con ricchezza di particolari e di interpretazioni innovative anche per gli storici presenti. Infine, l'applauso a scena aperta, per il figlio Bruno Pilati, che sarà presente sabato 8 ottobre alle 16.00, all'S.M.S Andrea del Sarto (via L. Manara 12, Firenze, per tutta la settimana), per l'esposizione documentaria dedicata al padre.

di Matteo Gerlini