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venerdì 22 novembre 2019

Abusivismo di lusso minaccia le coste italiane

21-08-2006
Le coste italiane sono minacciate da cemento illegale e scarichi fognari. Aumentano infatti nel nostro paese gli illeciti nel settore dell’inquinamento e della depurazione, più che raddoppiati rispetto all’anno scorso. E’ quanto emerge dai dati contenuti nel dossier “Mare Monstrum” di Legambiente, che ha analizzato i reati accertati da carabinieri del Noe, Guardia di Finanza, Corpo forestale e Capitanerie di porto nel 2005. Gli illeciti vanno dall’abusivismo costiero e demaniale all’inquinamento da scarichi illegali, dalla pesca di frodo alle violazioni del codice della navigazione. E rispetto agli anni passati i fenomeni di abusivismo riguardano più gli immobili di lusso, che piccoli appartamenti costruiti in una notte. Preoccupante, secondo Legambiente, il trend di crescita degli illeciti legati alla depurazione e agli scarichi fognari, che passano da 1.406 nel 2004 a 2.235 nel 2005. La regione capofila è sempre la Sicilia, con 3.260 reati accertati (con una flessione del 13,83% rispetto ai 3.783 del 2004). Seguono la Campania (2.574 infrazioni), che sale dalla terza alla seconda posizione e la Puglia (2.375 infrazioni), che invece scende dalla seconda alla terza posizione. Considerando invece la classifica delle infrazioni accertate per chilometro di costa, è la Campania a detenere il primato, con 5,48 infrazioni per km, segue il Veneto con 6,43 infrazioni (che cede così lo scettro) per km, mentre al terzo posto si piazza il Molise (4,12 reati per km). Regina del fenomeno, secondo gli ambientalisti, si conferma la costiera amalfitana.

di Duccio Tronci