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giovedì 28 maggio 2020

Armi: un settore senza regole

06-10-2006

La globalizzazione dell'industria armiera ha aperto ampie scappatoie nelle norme che regolano l'esportazione delle armi, consentendo vendite verso chi viola i diritti umani e verso paesi sotto embargo. E' l'accusa contenuta in un nuovo rapporto della campagna Control Arms, lanciata nel 2003 da Oxfam International, Amnesty International e Iansa (la Rete internazionale d'azione sulle armi leggere). Il rapporto, intitolato "Armi senza frontiere", viene diffuso in occasione dell'apertura della sessione annuale dell'Onu dedicata ai controlli sulle armi, che discute dell’attuazione di un Trattato internazionale sul commercio di armi. La campagna Control Arms rivela come aziende statunitensi, canadesi e dell'Unione europea siano tra coloro in grado di aggirare i controlli, attraverso la vendita di singoli componenti e il subappalto della produzione in altri paesi. Secondo il rapporto, svariate armi – compresi elicotteri d'attacco e veicoli da combattimento - vengono assemblate grazie a componenti provenienti dall'estero e prodotte sotto licenza in paesi come Cina, Egitto, India, Israele e Turchia. Questi e altri armamenti vanno a finire in altri paesi come Colombia, Sudan e Uzbekistan e vengono usati per uccidere e costringere la popolazione civile alla fuga. Tutto questo rende evidente quanto sia impellente la necessità di norme globali per regolare un'industria sempre più globalizzata.

di Duccio Tronci