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venerdì 22 novembre 2019

Nucleare? Pericoloso, ma anche sconveniente

21-11-2006
Non è affatto vero che il nucleare servirebbe per risolvere i problemi mondiali dell'energia. Costruire una nuova centrale, infatti, non conviene. Lo hanno sostenuto le associazioni ambientaliste (Greenpeace, Wwf e Legambiente), nell’ambito del settimo summit “Atomo per la pace o per la guerra?” che si è tenuto lo scorso fine settimana a Roma, citando una ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Se si pensasse di costruire un nuovo impianto, non verrebbe mai terminato prima del 2010, hanno avuto modo di spiegare a più riprese le tre associazioni. Non solo: alla fine - sostengono gli ambientalisti - il costo di 1 kWh di energia elettrica costerebbe 6,13 centesimi di dollaro, quando lo stesso kwh prodotto da gas costerebbe 4,96 centesimi, da carbone 5,34 centesimi, da fonte eolica 5,05 centesimi. A tutto questo va aggiunto che l'uranio non è una risorsa inesauribile. E poi allungare la vita degli impianti può avere delle ripercussioni sul piano della sicurezza (dopo l'11 settembre è anche aumentato il timore di attentati e le centrali rischiano di essere considerate obiettivi privilegiati). L'Italia ha abbandonato la scelta di produzione energetica nucleare dopo il referendum del novembre 1987. Eppure il nostro Paese è ancora “pieno” di nucleare. Così se è vero che le quattro centrali - Caorso, Trino Vercellese, Latina e Garigliano - sono state chiuse, è anche vero che devono essere ancora spente. Complessivamente nel nostro paese, a 19 anni dal referendum, il nucleare (depositi di rifiuti e combustibile irragiato) si trova ancora in una novantina di bunker.

di Duccio Tronci