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giovedì 14 novembre 2019

Dai termovalorizzatori il 2% di micropolveri

26-01-2007
Solo il 2% del nanoparticolato (PM 01) è attribuibile ai termovalorizzatori; al contrario il 60% proviene dal traffico, il 19% dall’industria, il 10% dagli impianti di produzione di energia, il 7% dalla combustione domestica, il 2% da altri fattori. A dirlo è uno dei pochissimi studi esistenti sulle nanoparticelle, realizzato in Inghilterra. E, considerando tutte le sorgenti inquinanti nella piana fiorentina, l’apporto di un termovalorizzatore rappresenterebbe all’incirca l’1% di quanto produce il solo traffico dei motori diesel. Queste le conclusioni, corredate da altri importanti dati diffusi da dirigenti e tecnici dell’Arpat (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente in Toscana) durante un’audizione della commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale. Secondo i dati diffusi dall’Arpat nella nostra regione il 76% dei rifiuti finisce in discarica, mentre solo l’8% prende la strada della termodistruzione; le medie europee sono del 44% per le discariche e del 20% per la termodistruzione.