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giovedì 01 dicembre 2022

16 anni dalla strage del Moby Prince; nuove indagini in corso

06-04-2007

10 aprile 1991: il traghetto passeggeri Moby Prince ha da poco lasciato il porto di Livorno diretto vers la Sardegna, quando si scontra con la petroliera Agip Abruzzo: l'incendio che ne segue provoca - anche per i ritardi nei soccorsi - la morte di tutti i passeggeri e dell'intero equipaggio, 140 persone; l'unico a salvarsi è un mozzo, Alessio Bertrand, che è risuscito a buttarsi in acqua dopo essere rimasto appeso ad una balaustra. Sono passati 16 anni da quella tragedia, ed ancora le reali cause del disastro non sono chiare. Come ogni anno i familiari delle vittime ricorderanno la tragedia con la consueta manifestazione a Livorno: messa, incontro con il sindaco e corteo fino al porto per la deposizione dei fiori in mare. “Vogliamo sapere se sarà riaperto il processo a carico di e soprattutto quali sono le intenzioni da parte dei nostri politici. Se veramente sarà confermata l'ipotesi del traffico d'armi, vogliamo assolutamente capire e sapere quali saranno le richieste dei nostri politici nei confronti del governo americano” dice Loris Ruspoli dell'associazioni dei familiari delle vittime, che aggiunge: “Secondo me è peggio di Ustica, non sono convinto che dietro la strage ci sia veramente questo presunto traffico d'armi, ma solo il menefreghismo di un armatore e il pressapochismo di chi ha continuato i soccorsi”. Intanto la procura di Livorno ha acquisito nei giorni scorsi l'attività informativa svolta dal Sisde dopo la collisione. Il procuratore Antonio Giaconi non ha però voluto rivelare quale sia il contenuto della documentazione acquisita al Sisde, limitandosi a precisare che si tratta “dell'attività informativa svolta dal servizio in seguito all'incidente”.