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domenica 27 novembre 2022

Speranza per 600 prostitute

26-07-2007
Si chiama" Vie d'uscita" la speranza per le circa 600 prostitute la cui presenza è stimata in Toscana (in realtà solo la punta di un iceberg) che potrebbero, grazie a questo progetto, liberarsi dalla schiavitù della tratta e trovare gli strumenti per inserirsi legalmente nella società. Del progetto, realizzato grazie alla collaborazione fra sette regioni fra cui la Toscana, ha parlato oggi al Meeting antirazzista di Cecina l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commentando i dati di una ricerca presentata nel pomeriggio. Obiettivo dell'iniziativa, l'inserimento delle donne nella società per strapparle all giro criminale della prosttituzione Il progetto Vie d'Uscita si propone una approfondita analisi del fenomeno e la ricognizione delle numerose esperienze che già oggi sono state avviate in molte realtà. Il risultato finale dovrà essere l'attivazione di corsi e interventi di formazione breve, con destinatarie donne vittime della tratta inserite in programmi di protezione sociale, con l'obiettivo di facilitare il loro inserimento socio-lavorativo'. Al progetto, di cui capofila è la Regione Piemonte, aderiscono, oltre alla Toscana, Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, valle d'Aosta. Il traffico di esseri umani è la terza fonte di profitto del crimine organizzato internazionale, dopo la droga e le armi. 'La Toscana – ricorda Simoncini - non solo non è immune dal fenomeno ma è una delle regioni maggiormente esposte al rischio dell'illegalità di strada. I dati Istat relativi al 2005 mostrano una regione esposta al rischio dell'illegalità di strada. In particolare, nei reati connessi allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, la Toscana si colloca al quinto posto nella graduatoria nazionale, dopo Piemonte, Umbria, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia'. Lo squilibrio fra paesi ricchi e poveri, le migrazioni, i confiitti, ma anche l'uso delle nuove tecnologie e delle moderne forme di comunicazione ha favorito traffici illeciti e attività criminose che violano i diritti più elementari, costringendo di fatto in schiavitù donne e bambini, per non parlare dei traffici ancora più aberranti, di organi e tessuti umani. Quello della tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale e della prostituzione coatta è un tema particolarmente difficile da affrontare perché il problema ha contorni estremamente sfumati e risulta, in buona parte, sommerso. 'Il problema tuttavia esiste e sembra crescere nel tempo. Per questo la Regione ha deciso di partecipare, insieme ad altre regioni interessate al fenomeno, a un progetto che si pone come obiettivo quello di creare condizioni di rispetto della legalità e, nello stesso tempo, tutelare i diritti di queste persone. Fra questi diritti c'è anche quello al lavoro, un diritto importante per il quale ci battiamo a norme di tutte le donne ma che diventa vitale per quelle che intraprendono il difficile e pericoloso percorso di uscita dal tunnel dello sfruttamento'. 'Lungi dall'aver subito attenuazioni – prosegue l'assessore Simoncini – questo fenomeno continua ad insinuarsi in una società che presenta larghi margini di disponibilità ad accoglierlo. La prostituzione e, in particolare, la prostituzione coatta ha subito radicali cambiamenti per sfuggire alle varie forme di controllo arrivando a creare convivenze e, in certi casi, connivenze con gli strati più diversi della società'.