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sabato 26 novembre 2022

La Toscana resiste alle fiamme

27-07-2007
Il motivo potrebbe essere legato ai rigorosi vincoli per le aree bruciate e la normativa per il personale del settore tra le piu' stringenti a livello nazionale. In Toscana gli incendi non sono un business per nessuno. Nessun soggetto, puo infatti ottenere in alcun modo benefici in relazione al verificarsi di incendi boschivi. Ad evidenziare questa strategia l'assessore regionale a agricoltura e foreste Susanna Cenni in un intervento volto a fare il punto su questo 'luglio rovente': 'In Toscana'-ha detto- 'siamo convinti da tempo che oltre alla necessita' di un'efficace azione di spegnimento delle fiamme, sia possibile fare ancora di piu' lavorando sulla prevenzione. Negli ultimi trent'anni la superficie media colpita dagli incendi e' passata da 10-15mila a 1.000 ettari l'anno. La normativa regionale prevede che nelle aree bruciate siano vietate l'edificabilita' (per 10 anni), il pascolo (10 anni), la trasformazione del bosco in altra coltura (15 anni) e la caccia (limitatamente alle aree boscate). Le norme sono molto stringenti anche per tutti coloro che cooperano all'azione antincendio e che, teoricamente, potrebbero trarre vantaggio da un incremento dell'attivita': cosi', per esempio, il servizio aereo di supporto all'antincendio riceve un corrispettivo che e' indipendente dal numero e dall'entita' degli eventi. Inoltre tutti gli interventi sia di prevenzione che di ripristino sono effettuati con maestranze forestali assunte con contratti a tempo indeterminato, senza effettuare appalti o affidamenti a strutture esterne; e ancora i volontari convenzionati non ricevono rimborsi personali, ma unicamente contributi alle associazioni di appartenenza. Fortemente dissuasiva e' anche la norma del regolamento forestale che, nei periodi di massima pericolosita', prevede un inasprimento delle multe per chi accende fuochi nelle aree boscate e in quelle limitrofe: in 96 comuni, considerati piu' a rischio, le multe possono arrivare sino a 10mila euro.