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sabato 26 novembre 2022

Illegalità ambientale

27-07-2007
Compare molto meno la Toscana nel Rapporto Ecomafia di quest'anno. Non ci sono grandi sbalzi in classifica, non ci sono clan criminali, in Toscana, a compiere e ad organizzare fitte reti di reati ambientali. Più che ecomafie e grandi clan mafiosi organizzati intorno al traffico di rifiuti o al racket di animali,si riscontra una preoccupante illegalità ambientale diffusa. E grazie a questa infatti che anche quest'anno la nostra regione si aggiudica il settimo posto nella classifica nazionale delle illegalità ambientali riscontrate nel 2006. Una classifica che ricalca esattamente, per quanto riguarda le prime 9 posizioni, quella pubblicata con Ecomafie 2006, confermando ai primi posti le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), che da sole coprono il 45,9% delle infrazioni accertate in tutta Italia. Un ulteriore 26% è dato invece dall'apporto di Lazio, Sardegna, Toscana e Liguria, regioni che si trovano dalla quinta all'ottava posizione. Passando all'analisi per area geografica e confrontando i dati sull'illegalità ambientale in Italia centrale nel 2005 con quelli del 2006, emerge che il totale delle infrazioni accertate è aumentato, come è aumentata la percentuale sul totale nazionale, adesso del 21,9%. Per contro, le persone denunciate o arrestate sono diminuite così come il numero di sequestri effettuati. Osservando invece i dati per la sola Toscana emerge un quadro diverso; il numero di infrazioni accertate nel 2005 era di 1480, mentre nel 2006 questo diminuisce a 1421. Al contrario, il numero di persone arrestate o denunciate è aumentato, nel rapporto dello scorso anno erano 1463, in quello di quest'anno sono 1541. In linea con la tendenza generale, infine, il numero di sequestri effettuati è diminuito quest'anno a 338 (contro i 497 del 2005). Guardando all'andamento delle due grandi piaghe Toscane, il Rapporto Ecomafia 2007 mostra che le illegalità nel ciclo del cemento diminuiscono ancora in Toscana, regione che comunque nella classifica nazionale scende di posizione anche grazie all'ascesa impressionante del Lazio. Dal punto di vista delle illegalità nel ciclo dei rifiuti la situazione è invece nettamente peggiorata, essendo salita, la Toscana, dall'11° all'8° posto, scalzando Lazio ed Emilia Romagna.