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lunedì 05 dicembre 2022

A Firenze mostra su arte e omosessualità senza patrocinio del Comune

05-10-2007
La palazzina Liberty della Stazione di Firenze ospiterà dal 23 ottobre "Vade retro, Arte e omosessualità", la contestata mostra organizzata da Vittorio Sgarbi e annullata a Milano a seguito di pesanti polemiche. Senza però il patrocinio del Comune di Firenze. Ad annunciarlo è l'assessore alla cultura di palazzo Vecchio, Giovanni Gozzini: "Nessun intento censorio, anzi, siamo lieti che uno spazio della città accolga la mostra organizzata da Vittorio Sgarbi. Ma riguardo al patrocinio, anche dopo esserci consultati con Francesco Bonami, già direttore della Biennale di Venezia ed esperto di arte contemporanea, riteniamo che la qualità delle opere non sia adeguata". L'annuncio ha scatenato subito un acceso dibattito politico: da una parte Rifondazione Comunista, PdCI, Verdi e Unaltracittà/Unaltromono hanno condannato la decisione: "La negazione del patrocinio - dicono - è un atto oggettivamente censorio. Il compito dell'amministrazione comunale, almeno in un paese democratico, non è infatti quello di valutare il valore artistico delle iniziative, ma di incoraggiare il dibattito ed il pluralismo culturale". Alleanza nazionale, pur non condannando lo svolgimento di una mostra su arte e omosessualità, approva la decisone in base alla presenza di alcune opere ritenute offensive verso la religione cattolica e la moralità: "Ci sono alcune opere inaccettabili, offensive della cultura cattolica - ha detto Giovanni Donzelli di AN - in alcuni casi anche pedopornografiche per esempio quella intitolata Miss Kitty di Paolo Schmidlin che raffigura anche Papa Ratzinger, o la Pietà di Paolo Cassarà, in cui oltre la blasfemia del nome raffigura una Madonna che stringe tra le braccia una bambola gonfiabile".