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lunedì 18 novembre 2019

Le ragioni delle donne per la pace

11-01-2003
L'iniziativa è prevista per mercoledì 2 aprile alle 16,30 al Palagio di Parte Guelfa ed era già stata programmata prima dello scoppio della guerra in Iraq. Col passare dei giorni è diventata, ancora di più, drammaticamente attuale. L'incontro fa parte del ricco programma di iniziative promosse dall'assessorato alla pubblica istruzione e pari opportunità in occasione del mese dedicato alle donne. "Le ragioni delle donne per la pace" rappresentano un incontro realizzato insieme alla Compagnia Teatro delle Emozioni, alla Commissione Cultura e alla Commissione Pace, in collaborazione con il Parco Letterario "Salvatore Quasimodo". "L'iniziativa cade in un momento molto particolare - ha commentato l'assessore Daniela Lastri -. È una discussione che non è mai cessata fra la Palestina e la comunità israeliana e questa iniziativa rappresenta una riflessione proposta con le donne della pace, dove protagoniste saranno anche la poesia e la lirica. Sarà un modo per approfondire l'argomento in un momento molto drammatico, dove solo fermando la guerra sarà possibile far arrivare gli aiuti umanitari in Iraq. Spero che mercoledì prossimo sia l'occasione per un ulteriore approfondimento sui temi della pace. È importante non abbassare mai la guardia su questi temi". Cosa significa essere "Donne di pace" nel XXI secolo? Significa rifiutare ogni tipo di violenza: quella del silenzio, dell'indifferenza, della parola, dell'emarginazione. Per difendere la pace è necessario "coltivare la pace" nella quotidianità. La pace è un punto di arrivo, è una conquista che richiede costanti verifiche. È un processo di liberazione individuale dai pregiudizi, dai sentimenti negativi. La pace è un valore culturale, universale, da difendere non nel momento d'emergenza, ma sempre attraverso la formazione delle coscienze. Nel corso del pomeriggio si svolgerà un recital di poesia su testi di Emily Dickinson, Sibilla Aleramo, Margherita Guidacci, Alda Merini, Eduardo De Filippo, Forugh Farrokhzàl, Fadwa Tuqan, Noa Ben Arzi-Pelossof/Rabin, che saranno interpretati da tre giovani lettrici. Al termine, si aprirà una tavola rotonda con la partecipazione di donne, operatrici di pace. "La poesia, come dice Salvatore Quasimodo "non è una forma di consumazione ma è una forma di incontro, di conoscenza, è emozione" - ha commentato Erminia Zampano delegata del Parco letterario S. Quasimodo per la Toscana -. È un momento importante: "la poesia è un fuoco che si comunica" diceva Mario Luzi". Grazie ad un video, porterà la sua testimonianza anche Noa Rabin che, nel dolore per la perdita del suo amato nonno Izaak, ha maturato la consapevolezza dell'amore verso gli altri come presupposto della pace.