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martedì 12 novembre 2019

Intervento militare in Iraq, gli italiani popolo di pacifisti

11-01-2003
Il movimento formatosi in opposizione alla guerra in Iraq coinvolge in Italia circa otto persone su dieci. Una su dieci in modo attivo, attraverso la partecipazione a manifestazioni per la pace. Un fenomeno che riflette l'atteggiamento verso il possibile conflitto, segnato da una netta contrarietà. Cresce, allo stesso tempo, il risentimento verso gli Stati Uniti, accusati di unilateralismo nell'attuazione della propria politica estera e considerati responsabili della povertà nel mondo. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato da Eurisko, per il quotidiano "Repubblica", su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Circa otto persone su dieci (87-88%) si dicono contrarie all'intervento militare statunitense in Iraq. Poco meno di sette su dieci (68%) non sarebbero d'accordo neanche in presenza di un pronunciamento favorevole del Palazzo di vetro. "Perché la guerra è sempre sbagliata": è questa, tra quelle fornite dagli intervistati, la motivazione più ricorrente (81%). Perché, secondo molti, ci sono modi più efficaci di affrontare la minaccia rappresentata dal regime di Saddam Hussein (46%). Ma anche perché la guerra fa paura, mette a repentaglio la nostra sicurezza, rischia di intaccare il nostro benessere economico (20%). Per queste ragioni, i cittadini manifestano una crescente disponibilità alla mobilitazione: il 15% ha esposto al proprio balcone la bandiera con i colori dell'arcobaleno. Il 10% ha partecipato ad iniziative di natura pacifista, ed un altro 35% intende farlo nel corso delle prossime settimane.