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giovedì 21 novembre 2019

La Fiorentina esce sconfitta dal San Paolo

15-09-2008
Per la Fiorentina continua la maledizione del San Paolo: la sconfitta per 2 a 1 di ieri non interrompe il decennale digiuno di vittorie dei viola in casa del Napoli. Partita viva e vibrante, con continui rivolgimenti di fronte. I gigliati passano al 40esimo minuto del primo tempo, con un gol di Mutu imbeccato con un passaggio filtrante dall’asse Montolivo-Gilardino (sospetta però la posizione di fuorigioco del romeno). Il Napoli però reagisce fin dall’apertura del secondo tempo, e al terzo minuto Lavezzi scende sulla destra seminando il panico nella difesa della Fiorentina, cross basso con i difensori imbambolati: facile per Hamsik deporre in rete a due passi dalla linea di porta. Al 24esimo i partenopei ribaltano il risultato: Vitale dal vertice sinistro dell’area di rigore effettua un traversone tagliato su cui interviene Da Costa di testa: la deviazione finisce però per essere un prolungamento di traiettoria che favorisce Maggio che di testa in tuffo insacca. Entrano Osvaldo e Pazzini, si forma un tridente d’attacco con Gilardino ma senza Mutu. La Fiorentina va due volte vicino al gol proprio con Pazzini di testa, ma il Napoli si salva e il risultato non cambia. “Dopo il gol di Mutu sembrava una gara in discesa” ha commentato amaro il ct viola Cesare Prandelli, che ha aggiunto: “Abbiamo subito due accelerazioni arrivando sul fondo e in maniera un po' ingenua. Il pari ci stava anche un po' stretto, ma quando giochi un primo tempo come quello che abbiamo fatto noi dobbiamo cercare di chiuderla subito. Come fanno le grandi squadre”. La partita si è svolta a curve chiuse per il provvedimento di squalifica dopo i fatti di Napoli-Roma, tra le proteste dei tifosi. Circa 200 tifosi hanno seguito la partita dalle radio presso la Mostra d’Oltremare indossando una maglietta gialla con la scritta “Io ho precedenti penali”. All’esterno delle due curve sono stati affissi striscioni con slogan come «Usate ogni infame mezzo per opprimere la libertà ed offendere la nostra dignità”.