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sabato 31 ottobre 2020

''L'uomo che non salvò la storia'', il documentario di Enrico Caria al cinema La Compagnia

10-05-2017

Arriva in anteprima al cinema La Compagnia di Firenze, mercoledì 10 maggio, alla presenza del regista, il documentario L'uomo che non salvò la storia, di Enrico Caria, (che sarà distribuito nelle sale dall'11 maggio), film che racconta del più clamoroso attentato che avrebbe mai potuto avere luogo e che non si realizzò mai. E' la storia di Ranuccio Bianchi Bandinelli, massimo studioso italiano d’arte romana, e illustre archeologo, un personaggio di cui il regime fascista andava fiero, ma che in realtà era un convinto antifascista. Ma nel 1938 il noto studioso non aveva ancora manifestato le sue idee contro il nazi-fascismo – come invece fece in seguito partecipando alla Resistenza e aderendo al Partito Comunista – e venne pertanto chiamato a fare da Cicerone in occasione della storica visita in Italia di Hitler, durante la quale accompagnò il Fürher e il Duce a conoscere le principali opere d'arte italiane.
Liberamente tratto dal libro autobiografico Hitler e Mussolini. 1938: il viaggio del Führer in Italia, dello stesso Ranuccio Bianchi Bandinelli, (edizioni E/O, 1995), il documentario di Caria racconta di come lo studioso, una volta reclutato, si rese conto che nessuno lo perquisiva, aveva la massima libertà d’azione nel decidere i tempi e i percorsi delle visite guidate, e per ben quattro giorni i due dittatori a meno d’un metro di distanza: un’occasione incredibile di fermare la loro follia.
«L’uomo che non cambiò la storia è concepito come un docu-thriller, laddove la suspense non attiene al come andrà a finire (la fine è nota), ma al “come” è andata, una delle possibili formule, appunto, del thriller – ha dichiarato il regista. Un modo forse eterodosso, certamente Pop, di maneggiare il racconto storico con gli strumenti d’un preciso genere cinematografico. A partire dalla sceneggiatura che, per quanto fedelmente tratta dal diario del protagonista, è liberamente costruita per esaltare la tensione del viaggio dell’eroe, incastrando le sue tappe nel non meno ansiogeno scenario d’un mondo che s’avvia sull’orlo del precipizio a passo d’oca».
Il film si compone in buona parte di materiali d'archivio dell'Istituto Luce, che ne è anche il produttore e distributore.