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sabato 25 gennaio 2020

Festival dei Popoli: ''Radio Kobani'' e altre grandi storie di migrazione, donne e musica

13-10-2017
Riportare speranza e forza agli abitanti di Kobani, città siriana vittima del terrorismo dell'Isis, è l'obiettivo di Dilovan, una ragazza curda protagonista del film "Radio Kobani" di Reber Dosky, evento speciale di venerdì 13 Ottobre, quarta giornata del 58/mo Festival dei Popoli.
La proiezione è prevista per le ore 20.30 al cinema La Compagnia (via Cavour 50/r), uno dei principali luoghi scelti per l'evento. La giovane curda organizza, insieme a delle compagne, una stazione radio che rappresenta uno spiraglio di luce fra le bombe e la morte. In una situazione di disperazione, l'iniziativa di Dilovan vuole raggiungere il numero più ampio di persone per diffondere fiducia nella vita e nella rinascita, per motivarle a non arrendersi e a resistere al terrorismo, nemico numero uno che sta devastando ogni angolo della città.
Il film, girato in tre anni, è composto prevalentemente da interviste a sopravvissuti, combattenti e profughi così da offrire al pubblico un'idea di come sia cruda la realtà della Siria. 

Nel corso della giornata altri eventi arricchiranno la programmazione del cinema La Compagnia: alle ore 11.00, "How I did it" permetterà al pubblico di incontrare i registi del Festival. 

Alle ore 15.00, saranno trasmessi due corti, in concorso internazionale, "Duelo" firmato Alejandro Alonso Estrella e "On the edge of life" di Yaser Kassab, rispettivamente l'osservazione di un rituale caraibico per placare i demoni interiori e le vicende della migrazione dalla Siria alla Svezia.

A seguire, "En la boca" di Matteo Gariglio, storia di una famiglia che vive allo stadio del Boca Juniors (Buenos Aires), e
"Conversation with a cactus" di Elise Florenty e Marcel Türkowskym, escursus sulle ricerche del dottor Ken Hashimoto che, intorno agli anni '70, provò a comprendere il linguaggio dei cactus (dalle ore 16.30).

A conclusione della programmazione pomeridiana, il Festival dei Popoli propone il documentario "Maman Colonelle" del regista Dieudo Hamadi, alle ore 18.15. La protagonista, Honorine Manyole, è madre di sette figli, vedova e a capo dell'unità di polizia per violenze sessuali e la protezione dei minori di Bakavu, in Congo. Dopo la guerra tra ugandesi e ruandesi, Honorine deve fronteggiare nuove sfide per rimettere in sesto situazioni distrutte dal conflitto.
Il film sarà introdotto dal corto "Palenque" di Sebastian Pinzon Silva: tramite un piccolo documentario e un musical viene messa in scena la realtà di un paesino colombiano.

Infine, alle ore 22.30, "Monterey pop" di D.A. Pennebaker, uno spettacolo musicale che racconta le vicende del festival che aprì la strada ad artisti della portata di Jimi Hendrix, Janis Joplin, Otis Redding e Simon&Garfunkel, nel giugno 1967.

Cambiando location, allo Spazio Alfieri (via dell'Ulivo, 6), gli studenti della scuola Holden di Torino presenteranno due cortometraggi da loro prodotti: "Anna. Voce di un'ostetrica" di Teresa Debenedettis e "Percezioni" di Alfredo Milano.

La giornata prosegue, alle ore 16.45, con "Theatre 2" di Kazuhiro Soda, film sul rapporto tra Oriza Hirata, drammaturgo, e la contemporaneità con la quale deve confrontarsi per far sopravvivere la sua arte.

Sulla tematica dell'immigrazione, alle 20.30, esordirà "Arca Hotel", film di Gabriele Licchelli e Santiago Raphael Priego: cinquanta migranti dell'Africa Occidentale sono ospiti in un albergo in attesa di ricevere i propri documenti.

La serata si concluderà con "Meuthen's Party" di Marc Eberhardt, storia di un professore di economia che, candidatosi come leader del partito dell destra populista AfD, divulga il razzismo senza peli sulla lingua (ore 21.45).

Un altro dei luoghi simbolo del 58/mo Festival dei Popoli è l'Istituto Francese (piazza Ognissanti, 2 r) che, alle 18.30, ospiterà "Atelier de conversation" di Bernhard Braunstein: rifugiati di guerra, vittime di persecuzioni, uomini d'affari e studenti siederanno insieme per avvicinarsi francese.

Alle 17.00, all'AICS Firenze (largo Braille, 4) continua la rassegna di proiezioni del progetto Meridiano Zero con "Jardines de Plomo" di Alessandro Pugno; alle 18.30, "K2 and the invisible footmen" di Iara Lee.

In serata, alle 20.30, "Eco de femmes" di Carlotta Piccinini e "This is not paradise" di Gaia Vianello (ore 21.15).

Gli ultimi due appuntamenti vedranno come protagonisti "Une autre chance" di Andrea Munafò (ore 22.30) e "Uncut" di Emanuela Zuccalà e Simona Ghizzoni (ore 23.10).

Ingresso: abbonamento completo, intero 60€ e ridotto 40€; abbonamento giornaliero, 10€ e ridotto 7€; biglietto singolo dalle ore 15.00 alle 20.30, intero 5€ e ridotto 4€; biglietto singolo dalle ore 20.30, intero 7€ e ridotto 5€. 

Tutte le proiezioni sono vietate ai minori di anni 18.

Informazioni: www.festivaldeipopoli.org

SC