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venerdì 22 novembre 2019

''Train de vie - Un treno per vivere'', il film di Radu Mihaileanu al Caffè Letterario Le Murate

31-01-2018

Mercoledì 31 Gennaio alle ore 21.15, il Caffè Letterario Le Murate di Firenze ospita la proiezione del film di Radu Mihaileanu "Train de vie - Un treno per vivere", con una breve introduzione di Ugo Caffaz sul Giorno della Memoria: l'Olocausto – La shoah raccontata con umorismo yiddish.

"Train de vie" inizia come una fiaba: una sera del 1941, Shlomo, lo schnorrer - lo scemo del villaggio- fa ritorno al proprio ‘shtetl' - un villaggio ebraico dell'Europa dell'Est - con la notizia che nei villaggi vicini gli ebrei stanno venendo deportati dai militari nazisti. Si riunisce così il consiglio degli anziani che, grazie sempre ad un'idea di Shlomo, decide di organizzare un finto treno di deportazione per sfuggire ai nazisti che, in realtà accompagni tutto lo ‘shtetl' in Palestina, passando per l'Unione Sovietica.
Così ciascun abitante del villaggio ebraico deve recitare una parte: chi il deportato e chi il soldato tedesco, un impiegato delle ferrovie s'improvvisa, seguendo un manuale di guida, macchinista del treno e mentre il mercante Mordechai diventa un perfetto ufficiale nazista, una fazione si converte al marxismo e istituisce il soviet del treno … S'innesca,  nella messa in scena dell'auto-deportazione, una specie di psicodramma collettivo, dove ciascuno tende a identificarsi sempre più col proprio ruolo. Gli abitanti dello ‘shtetl'  sprofondano nel panico quando credono di essere stati scoperti da tedeschi appostati fuori dal treno. Ma per fortuna lo spettro del fallimento dell'impresa dura solo pochi istanti! Infatti si tratta di Zingari, accomunati nella tragedia della persecuzione, i quali hanno avuto anch'essi l'idea di fingersi in parte deportati ed in parte nazisti per sequestrare un treno con il quale fuggire. Da questo incontro nascerà una festa che vedrà gioire insieme a suon di musica Ebrei e Zingari. Il racconto scivola via veloce. Lo squinternato treno riesce infine a raggiungere il confine sovietico e i suoi passeggeri intravedono la tanto sognata "salvezza" verso la  terra promessa.
Si scoprirà che Shlomo, il giovane folle ragazzo, aveva immaginato tutto e che sia lui che gli abitanti del villaggio sono nella realtà  già stati deportati in un campo di concentramento.
Ed è a Shlomo che il regista affida l'osservazione più arguta: "Vi preoccupate se Dio esiste, vi siete mai chiesti se l'uomo esiste? L'uomo ha creato Dio solo per inventare se stesso, per non essere dimenticato."
Shoah e commedia. Un piccolo grande film, una tragicommedia che unisce l'umorismo yiddish, in cui convivono comicità, dramma e malinconia, che non risparmia una grottesca ironia verso gli stessi ebrei, i tedeschi e i comunisti, con un ritmo impeccabile.

L'iniziativa fa parte della rassegna "I' Cinemino" a cura del Circolo PD 2 Santa Croce - Ciompi.

Info: www.lemurate.it