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lunedì 18 novembre 2019

Programmazione settimanale del cinema Spazio Uno di Firenze

06-09-2018

Ecco la programmazione del cinema Spazio Uno di Firenze (via del Sole, 10), questa settimana saranno proiettati i seguenti film:

"Un marito a metà" di Alexandra Leclère
Che spasso! Il film, la storia, gli attori. Certo, più per lo spettatore che per i personaggi, se volessimo considerarli reali e davvero coinvolti nell’intrico sentimentale da macerazione continua. Perché "Un marito a metà", quinta regìa di Alexandra Leclère, viaggia sul filo di un paradossale estremismo di contesto, per molti versi associabile al suo precedente "Benvenuti… ma non troppo", del 2016, quello degli inquilini di un lussuoso quartiere parigino obbligati per legge ad ospitare gruppi di immigrati. Di Leclère, è evidente, diventa tendenza stilistica il gusto per le situazioni esasperate, spesso ai limiti del surreale, attraverso le quali riesce a dispensare divertimento:  grazie anche all’intelligente distribuzione delle scene e alla brillante scrittura del dialogo. Altro punto di forza è quello della forma del film, oltre alla godibilità del suo contenuto di commedia. Per esempio al suo perfetto schema sincronico e geometrico e alle corrispondenze tra i personaggi , anche nel moltiplicarsi, quasi a “specchio”, dei loro riferimenti familiari, dai genitori di Virginie che vive lo choc giocoso del padre Félix che sta tardivamente diventando gay; a quelli di Sandrine, travolta dalla franchezza della madre che tollera da sempre i tradimenti del marito la consola così: “Dicono che due coppie su tre affrontano l’adulterio almeno una volta nella vita. Prima o poi succede a tutti. Infatti secondo me la terza coppia non dice la verità. Guarda tuo padre che combina: ora che è in pensione colpisce nel quartiere e se la fa con una farmacista”.

"Estate 1993" di Carla Simòn
È un viaggio a ritroso "Estate 1993", un’esperienza che trascina fino al tempo dell’incoscienza e dell’irrazionalità che ognuno di noi ha vissuto prima di crescere. Carla Simòn, classe 1986, racconta una parte della sua esperienza di vita, la prima estate con la sua nuova famiglia, facendo appello a ricordi e sensazioni. Il risultato ha un andamento episodico che è proprio tanto delle insorgenze della memoria quanto dei racconti di avventura. Per Frida sarà un'estate che non dimenticherà mai. Una stagione dolorosa e arrabbiata, selvaggia e gelosa che fagocita e sputa fuori la piccola altrettanto addolorata, arrabbiata, selvaggia e gelosa. Parafrasando un celebre motto di Mao possiamo dire che “crescere, non è un pranzo di gala”, è piuttosto una “rivoluzione” al tempo stesso anatomica e psicologica, lenta e inesorabile, dolorosa e impegnativa. La regista catalana tratteggia nel suo lungometraggio d’esordio un racconto di formazione toccante che non nasconde l’asprezza di un percorso che si accompagna  a una dolorosa elaborazione del lutto. Con una sceneggiatura accorta la regista orchestra una serie di colpi di scena e rituali di iniziazione, accompagnandoli a dettagli socio-antropologici legati a elementi residuali di una religiosità pagano-contadina. Scelto dalla Spagna per concorrere agli Oscar, "Estate 1993" è un vero e proprio outsider nella contesa per l’ambita statuetta, l’unico in grado di produrre l’immersione in un universo “altro” che, nel caso del film della Simón, è quello dell’infanzia.

"Dogman" di Matteo Garrone
Ispirandosi liberamente ad uno dei casi di cronaca più cruenti del nostro passato recente, la vicenda del Canaro della Magliana, Matteo Garrone racconta un'Italia diventata terra di nessuno in cui cane mangia cane, complice l'abbrutimento culturale e sociale che ha allontanato i cittadini non solo dal benessere ma anche dalla solidarietà umana più elementare. Garrone depura la vicenda del Canaro dalla sua componente veramente oscena, ovvero la spettacolarizzazione, arrivando a desaturare la palette di colori con cui dipinge i suoi quadri di desolazione suburbana (meravigliosa la fotografia di Nicolaj Bruel) dei quali sfuma i margini ed evidenzia l'essenza. È un film di rara potenza, "Dogman", figlio di un cinema che proprio nel regista di "Primo amore" e "Gomorra" trova uno dei suoi più abili creatori: la contrapposizione tra la gentilezza e la furia distruttrice, tra l’umanità e la bestialità, la non linearità a cui spesso la vita ci ha abituati nel delineare rapporti altrimenti impensabili, tutto questo sospeso in una tensione che anche le luci naturali e quelle di Nicolaj Bruel contribuiscono a non far scemare mai. Ma come ribadito più volte dallo stesso regista, il film “non vuole in alcun modo ricostruire i fatti come si dice che siano avvenuti”: a Garrone interessa infatti addentrarsi in meccanismi oscuri, come quelli che regolano l’ambiguità del rapporto tra il sopracitato Marcello e l’ex pugile Simoncino, poco di buono che tiene sotto scacco l’intero quartiere, inquadrato in una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, con un mare malinconico a lambire quella terra desolata. Un luogo simbolico -è il Villaggio Coppola, dove il regista aveva già girato "L’imbalsamatore" e, in parte, "Gomorra"- un luogo di frontiera, dove prende vita questo western anomalo e suburbano, suggestivo e doloroso.

Orari e programmazione:

"UN MARITO A META'" di Alexandra Leclère
Giovedì 06/09 Ore 15:50 - 19:30
Venerdì 07/09 Ore 15:50 - 19:30
Sabato 08/09 Ore 15:50 - 19:30
Domenica 09/09 Ore 17:50 - 21:30
Mercoledì 12/09 Ore 15:50 - *17:45 - 19:40 - *21:30
*Spettacoli in versione originale (Francese) con sottotitoli

"ESTATE 1993" di Carla Simòn
Solo in versione Originale (Catalano) con sottotitoli
Giovedì 06/09 Ore 17:45 - 21:30
Venerdì 07/09 Ore 17:45 - 21:30
Sabato 08/09 Ore 17:45 - 21:30
Domenica 09/09 Ore 16:00 - 19:40

"DOGMAN" di Matteo Garone
Lunedì 10/09 Ore 16:30 - 19:00 - 21:15 Ingresso € 4,50
Martedì 11/09 Ore 16:30 - 19:00 - 21:15 Ingresso € 4,50

Per ulteriori informazioni: www.cinemaspaziouno.it