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martedì 24 novembre 2020

Programmazione settimanale del Cinema Spazio Uno di Firenze

19-12-2019
Ecco la programmazione del Cinema Spazio Uno di Firenze (via del Sole, 10), dal 19 al 23 Dicembre 2019 saranno proiettati i seguenti film:

"DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA" di Teona Strugar Mitevska
È passato con successo alla Berlinale 2019 e al Torino Film Festival il film di Teona Mitevska, autrice di cui sentiremo senz'altro molto parlare nei prossimi anni. "Dio è donna e si chiama Petrunya" è il suo quinto lungometraggio: è il suo lavoro migliore e più coeso, il dramma di una donna sovrappeso che si scontra con il maschilismo ancora molto diffuso in Macedona. Prima il colloquio con il proprietario di una fabbrica tessile che non la considera adatta e la offende in più modi, poi l'episodio al centro della vicenda con le sue conseguenze. La regista, insieme alla sceneggiatrice Elma Tataragic, sferra un duro e dichiarato attacco al maschilismo della società, alle abitudini più che alle usanze. Le autrici usano molta ironia, ma evitano di cadere nello stereotipo del grottesco e del tragicomico balcanico, riuscendo a restituire un mondo che sembra fermo e ripiegato su se stesso. Un film con una trama serrata, che non dà tregua, che approfondisce le ragioni del conflitto religioso e della crisi economica macedone. Niente di retorico, tutto sembra ripreso dal vero, non recitato ma drammaticamente vissuto. Il finale è commovente e rompe il ritmo incalzante, perché la tradizione dice che chi vince la gara avrà fortuna...La storia è tratta da un evento realmente accaduto: il lancio della croce è un tradizione tipica dei paesi ortodossi che si svolge il 19 gennaio. In Macedonia nel 2014 è stata una donna a recuperare la croce per la prima volta: il suo gesto, come quello di Petrunya nel film, è stato considerato scandaloso dalla comunità dato che la tradizione religiosa esclude le donne dal partecipare alla cerimonia. Per una buona analisi della pellicola si può partire da una dichiarazione della regista: “In molti mi chiedono se è un film femminista, ma ogni film con un personaggio femminile fuori dagli schemi è un film femminista”. Petrunya è una donna fuori dagli standard imposti dalla sua società, ma se inizialmente appare turbata da tale condizione, il “viaggio” che affronta la porta a cambiare profondamente la consapevolezza che ha di se stessa. "Dio è donna e si chiama Petrunya" non è una ricerca d’aiuto: è un grido di guerra, feroce ed estenuato, che vuole dire basta alla misoginia, all’ignoranza e al fanatismo religioso.

Giovedì 19/12 Ore 15:45 - 17:30 - 19:20 - 21:15
Venerdì 20/12 Ore 15:45 - 17:30 - 19:20 - 21:15
Sabato 21/12 Ore 15:45 - 17:30 - 19:20 - 21:15
Domenica 22/12 Ore 15:45 - 17:30 - 19:20 - 21:15

"ESCHER - Viaggio nell'infinito" di Robin Lutz
Come si possono ricreare le forme ripetute delle cose che si susseguono lontano nel paesaggio? Come si fa a catturare quelle geometrie, quelle ombre e quei dettagli che l'occhio percepisce in maniera così perfettamente assemblata nello spazio? Escher ci riesce componendo, con un rigore matematico e uno stile ossessivo fatto dalla ripetizione dei soggetti, le forme che egli coglie intorno a sé e che appaiono via via infinite. "Non sono un artista. Sono un matematico", risponde Mauritz Cornelis Escher a Graham Nas, cantautore e fotografo inglese che scopre l'illustratore olandese grazie a un prezioso libro alla fine degli anni Sessanta, e lo contatta al telefono. Escher non è un artista: è un talentoso illustratore che sonda la psiche umana e la sua maniera di percepire il mondo. È un minuziosissimo osservatore della realtà che riporta, con uno stile preciso, in bianco e nero e poi a colori, nei disegni e nelle stampe in cui sembrano muoversi elementi e forme percepite, dai solidi platoniani, a qualunque soggetto che possa attrarlo: alberi, geometrie, elementi architettonici, animali, foglie, onde, figure umane, metamorfosi dei dettagli, montagne, scacchiere, scalinate, cerchi che si allargano, e così via...Escher produce delle piccole coreografie che entrano le une nelle altre, restituendo un'idea di infinito. L'occhio ha una ricezione particolare quando osserva le creazioni di Escher, per questo al grafico olandese sono state attribuite diverse invenzioni basate sull'illusione ottica. "Temo che ci sia un'unica persona che può fare un buon film sulle mie riproduzioni: io"; esordisce così il narratore Escher nel film che racconta la sua vita: una figura di intellettuale che ha lavorato e creato fino alla sua morte, nel 1972. Il regista ha scelto di non ricostruire il suo personaggio attraverso un attore, di non renderlo fittizio, ma di lasciarlo come testimone e narratore del nostro tempo che commenta le cose dall'esterno, da un altro mondo. Escher infatti, con la prestante voce fuori campo di Stephen Fry, osserva la realtà contemporanea con ironia e stupore nei confronti di chi, ancora oggi, ama la sua opera. Questa chiave di narrazione del film è originale e bilancia la storia di Escher con le sue derivazioni nel contemporaneo - dal mondo del tattoo a cui le sue illustrazioni sono arrivate, fino alle grandi mostre a lui dedicate.

Lunedì 23/12 Ore 15:30 - 18:40 - 21:40 € 4,00

"THE BRA - Il reggipetto" di Veit Helmer
Nato in un contesto di comunità creativa internazionale, The Bra – Il reggipetto di Veit Helmer è un racconto piccolo (e spesso anche esile), che sceglie coraggiosamente la rinuncia al dialogo ma che non si libera mai da un'incerta e balbettata identità autoriale. Un ferroviere trova un reggiseno incastrato nel parabrezza del suo treno e decide di andare alla ricerca della persona a cui appartiene.

Lunedì 23/12 Ore 17:00 - 20:05 € 4,00

Per maggiori informazioni: www.cinemaspaziouno.it