Da giovedì 3 a mercoledì 9 settembre 2026 (lunedì sala riservata), arriva in programma in
4K il film "
Train to Busan" del regista e sceneggiatore sudcoreano
Yeon Sang-ho al
Cinema Adriano di Firenze, in via Romagnosi 46, con
proiezioni anche in versione in lingua originale con sottotitoli in italiano. Nel Cast:
Yoo Gong, Yu-mi Jung, Dong-seok Ma.
Un virus non identificato si abbatte sulla Corea del Sud e il Governo dichiara lo stato di emergenza. I passeggeri di un treno diretto a Busan, l’unica città ancora incontaminata, dovranno combattere duramente per la propria sopravvivenza… Dopo il Festival di Cannes e aver dominato il box office asiatico, totalizzando incassi vertiginosi anche nella cinefila Francia, approda per la prima volta nelle sale Italiane in 4K, con una collaborazione tra BiM Distribuzione e Tucker Film, uno dei titoli simbolo dell’elevated horror: l’irresistibile zombie-disaster blockbuster "Train to Busan" di Yeon Sang-ho. Con questo film, il regista firma uno zombie movie capace di trascendere i confini di genere. La filosofia narrativa e visiva del film attinge alla nobilissima eredità di Romero e Fulci, senza ovviamente dimenticare la saga spagnola di Re, e Snowpiercer di Bong Joon-ho. Yeon Sang-ho racconta la guerra, una guerra davvero feroce e violenta, senza mai cedere alla ghiottissima tentazione dello splatter: si concentra, invece, sulle dinamiche umane e ne descrive sapientemente le sfumature. Le stesse che, nella vita di tutti i giorni, danno forma e colore alla nostra società: egoismo, altruismo, vigliaccheria, meschinità, spirito di sacrificio, tentativi di redenzione.
Le parole del regista Yeon Sang-ho: «
Nessuno nasce buono o cattivo. Spesso, quando capita una tragedia, molte persone approdano su una delle due sponde per puro caso. Molte altre, invece,si limitano a dare la colpa alla sfortuna. È triste doverlo ammettere, ma questo atteggiamento, questo sottrarsi alla responsabilità individuale, è abbastanza presente nella Sud Corea di oggi. E, per quanto Train toBusan sia un film di genere, mi piacerebbe che portasse gli spettatori a elaborare una riflessione in merito. Del resto, ho scelto gli zombie proprio perché possono incarnare varie sfumature sociali: non sono mostri, sono soltanto esseri umani contagiati e trasformati da un virus!»
Per maggiori informazioni e orari:
www.cinemaadriano.it