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domenica 17 novembre 2019

Il taglio dell'occhio: tre film di Luis Buñuel a CineCittà cineclub

08-02-2012
Mercoledì 8 febbraio prosegue a CineCittà cineclub la rassegna cinematografica "Il taglio dell'occhio", con tre pellicole del regista aragonese Luis Buñuel.
Si comincia alle ore 21,00 con il capolavoro surrealista girato nel 1929: "Un chien andalou" con Simone Mareuil, Pierre Batcheff, Luis Buñuel, Salvador Dalí, Robert Hommet. Primo film di Luis Buñuel, da lui prodotto (con i soldi della madre), sceneggiato (con S.Dalì) e diretto. Vi appare all’inizio come l’uomo che affila il rasoio con cui recide trasversalmente l’occhio sinistro di una donna, una delle più celebri immagini-choc del cinema, collegata con quella della luna piena. Non c’è una trama ma soltanto insinuazioni, associazioni mentali, allusioni; non c’è una logica, tranne quella dell’incubo; non c’è una realtà, tranne quella dell’inconscio, del sogno e del desiderio. Nato nell’ambiente parigino del surrealismo, è probabilmente il più celebre film d’avanguardia del mondo, che condensa l’influsso di Freud, la volantà rivoluzionaria di ispirazione marxiana con spunti presi da Buster Keaton e Renè Magritte.
Alle ore 21,20 la proiezione del sovversivo: "L’âge d’or" con Gaston Modot, Lya Lys, Max Ernst. Il film sarà presentato in versione integrale in lingua originale e sottotitoli in inglese. Secondo film surrealista di Buñuel, ideato con Salvador Dalì come Un chien andalou, non ha una continuità narrativa anche se vi si possono individuare un prologo, un epilogo e un filo conduttore: l’amore folle che butta l’uno nelle braccia dell’altra un uomo e una donna che non potranno unirsi mai. Disponibile scena per scena alle più varie interpretazioni e in linea con l’ideologia surrealista, è un pamphlet visionario contro i pilastri della borghesia capitalista (la Chiesa, lo Stato, l’esercito) e sostiene che soltanto la forza sovversiva del desiderio e dell’amore è accetabile. Lo fa con un fuoco di fila di invenzioni visive fondate sull’esasperazione, l’indegnità, l’assurdo. E’ un’opera fortemente tesa alla creazione di un nuovo linguaggio. Finanziato dal visconte Charles de Noailles che rischiò la scomunicaa, fu proiettato per sei giorni allo Studio 28 di Parigi, bersaglio di un’incursione di squadristi di destra che lo devastarono. Pochi giorni dopo il prefetto di Chiappe lo vietò. Uscì in pubblico soltanto nel 1950 a New York e nel 1951 a Parigi.
La serata si chiude alle ore 22,45 con il sarcastico ed iconoclasta: "La Via Lattea", del 1968 con Laurent Terzieff, Paul Frankeur, Alain Cuny, Michel Piccoli, Agnès Capri. Due vagabondi, Jean e Pierre, uno giovane e ateo, l’altro vecchio e credente, partono da Fontainebleau verso il santuario di Santiago de Compostela, in Spagna, facendo una serie di incontri con diverse eresie del cristianesimo antico e moderno. Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. Scritto con Jean-Claude Carrière. L’attore che fa Gesù è Bernard Verley.
Info: www.cinecittacineclub.org