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martedì 28 giugno 2022

Chiudono il ciclo American Dream ''Non bussare alla mia porta'' e ''I ragazzi del coro''

27-02-2013

Mercoledì 27 febbraio ultimo doppio appuntamento con il ciclo American Dream: piano sequenza del declino a CineCittà cineclub (via Pisana 576 Firenze).
Alle ore 20,30 viene proiettato "Non bussare alla mia porta" diretto da Wim Wenders e scritto dallo stesso Wenders insieme a Sam Shepard, che ne è anche il protagonista.
Impegnato nello Utah sul set del suo ennesimo western, il divo in declino Howard Spence fugge al galoppo verso la conquista del proprio passato di figlio, compagno e padre. Dopo essersi rifugiato in Nevada dalla madre, giunge in Montana, dove incontra l’antica fiamma Doreen e il figlio Earl, che lo rifiuta. Nel frattempo Howard è seguito da un assicuratore paranoico e da una giovane fanciulla che si porta appresso l’urna cineraria della madre. A 20 anni di distanza da Paris, Texas Wenders rinnova il sodalizio artistico con Shepard e gira un film on the road dal tono ironico e divertito, nel quale l’antica passione per la cultura USA è espressa con richiami al cinema classico fordiano, alla pittura di Edward Hopper e al country rock. In questa cornice Wenders introduce i temi preferiti: l’assenza del padre, il viaggio come deriva esistenziale, il recupero dei legami affettivi come antidoti alla solitudine. E se un certo sogno americano raccontato da Wenders mostra le stesse rughe che ricoprono il volto del cowboy per finta Howard, la gente di Butte e dintorni conserva, pur nella stranezza di certi comportamenti, un’autenticità che finisce per commuovere. Agli sconfinati spazi ripresi dalla bella fotografia Scope di Franz Lustig, il compito di rispecchiare il frastagliato paesaggio interiore del protagonista. Ottime Lange e Saint.

Alle 22.45, a concludere il ciclo dedicato al cinema americano "del disincanto", viene proiettato "I ragazzi del coro" di Robert Aldrich.
A Los Angeles c'è una squadraccia di poliziotti che sono veri sbirri, peggio dei delinquenti. Dieci agenti semplici e un sergente di origine italiana. Dopo il suicidio di un collega, provocano tafferugli. La struttura del film è un mosaico in cui, senza cadere nell'episodico, le storie dei singoli personaggi s'intersecano con nodi così stretti da costituire la descrizione di una vita di gruppo. Tratto da un romanzo di Joseph Wambaugh che di polizia s'intendeva (era stato sergente a Los Angeles) e che prese le distanze dal risultato finale, ebbe disparate accoglienze critiche per l'oltraggiosa ridondanza con cui critica l'istituto della polizia.
Per maggiori informazioni: www.cinecittacineclub.org

G.B.