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sabato 24 ottobre 2020

''What is cult'': nuovo doppio appuntamento al CineCittà cineclub

18-03-2014

Martedì 18 marzo avrà luogo un nuovo doppio appuntamento a CineCittà cineclub, in via Pisana 576, con il ciclo “What is cult” che presenterà fino al 30 aprile ogni martedì e mercoledì due proiezioni serali di pellicole culto della storia del Cinema. Le proiezioni saranno tutte in pellicola 35 mm!
Si comincia alle ore 20.30 con la proiezione del thriller d’Autore: "L'amico americano", del 1977 di Wim Wenders con Bruno Ganz, Dennis Hopper, Lisa Kreuzer, Nicholas Ray.
Tratto dal romanzo "Ripley's Game" di Patricia Highsmith, ci mostra un trafficante di quadri che induce un pacifico corniciaio leucemico a diventare sicario, ma poi gli si affeziona e interviene nel meccanismo che ha messo in moto. La Highsmith non amò il film: il suo soave Ripley è diventato un tormentato esistenzialista alcolizzato, ma, a modo suo, il film è eccitante, piacevole e profondo come il romanzo. In questo thriller esistenziale non contano i fatti, ma il malessere che suscitano, il ritratto dei personaggi e l'analisi dei loro rapporti, l'energia mescolata alla malinconia e all'umorismo, a mezza strada tra Hitchcock e Fuller. Quest'ultimo compare nel film con altri registi-gangster: Nicholas Ray, Daniel Schmid, Peter Lilienthal, Sandy Whitelaw, Jean Eustache (e Lou Castel). Film sulla morte, sul movimento, sull'amicizia virile, e riflessione sul cinema americano rielaborato con occhi europei.

A seguire alle ore 22,45 la proiezione del capolavoro surreale di Marco Ferreri: "Ciao Maschio" del 1978 con James Coco, Marcello Mastroianni, Gérard Depardieu, Geraldine Fitzgerald.
In una New York metastorica l'elettrotecnico Lafayette è in rapporto con il megalomane direttore di un museo delle cere di Roma antica, un solitario anarchico italiano, un gruppo di femministe teatranti (fra cui Angelica, innamorata di lui) e soprattutto con un piccolo scimpanzé di cui diventa padre putativo. Scritto con G. Brach e R. Azcona, questo film catastrofico, non disperato, anzi quietamente ottimista, è ricco di situazioni e invenzioni, svariante nel registro narrativo. Una favola angosciosa e ilare che s'avvale, come spazio drammatico, di una New York magica e allucinante, come vista dall'oblò di un'astronave.

Info: www.cinecittacineclub.org

SM