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giovedì 14 novembre 2019

''Lei disse si'' di Maria Pecchioli vince il Biografilm Italia Award 2014

16-06-2014

Il documentario "Lei disse di si" di Maria Pecchioli con protagoniste Lorenza Soldani e Ingrid Lamminpää, le due ragazze fiorentine che si sono sposate in Svezia nel 2013, ha vinto il Biografilm Italia Award 2014, la sezione dedicata ai documentari italiani della decima edizione del Biografilm Festival che si è svolto dal 6 al 15 giugno (ieri sera la cerimonia di premiazione).

La giuria di Biografilm Italia, composta dal regista e sceneggiatore Stefano Sardo (presidente di giuria), dalla producer e distributrice Serena Gramizzi e dal vincitore della scorsa edizione di Biografilm Italia Paolo Geremei, hanno premiato, ieri sera a Bologna, durante la cerimonia le protagoniste e la regista del documentario con la seguente motivazione: "Il primo premio della giuria va a Lei disse sì di Maria Pecchioli perché con uno stile pieno di grazia e semplicità racconta un gesto d’amore che solo una società impaurita può rendere rivoluzionario. La sincerità nuda dei sentimenti unita alla forza politica di questo atto di gioia sono racchiusi in un film che arriva senza mediazioni al cuore dello spettatore".

Il documentario si è aggiudicato anche “Audience Award | Biografilm Italia 2014”.

Lei disse si racconta del matrimonio di due ragazze fiorentine Ingrid e Lorenza che si sono  sposate in Svezia il 21 giugno 2013. Dal loro seguitissimo blog “Lei disse si” (www.leidissesi.net) nasce questo film, che racconta le  avventure di due promesse spose fino al  fatidico sì. Il documentario dal sottotitolo “La rivoluzione a colpi di bouquets è appena cominciata” racconta il viaggio di Ingrid e Lorenza da Firenze fino in Svezia “perchè in Italia due persone dello stesso sesso non possono farlo”.  Il documentario parte dall’inizio della storia di amore tra Lorenza e Ingrid, che vivono insieme da 7 anni,  una festa di fidanzamento in Toscana fino alla festa di matrimonio con i loro amici, personaggi incontrati e sullo sfondo un paese, la Svezia. Coinvolgono amici e parenti nella preparazione della cerimonia che si svolgerà proprio durante la festa di mezza estate: il 21 giugno 2013. Con il documentario “decidono di rendere  pubblico il loro giorno più bello, per smuovere le coscienze di un Paese, l’Italia,  dove il matrimonio omosessuale non è  ancora riconosciuto”. “È una denuncia – dicono le protagoniste del documentario - contro la grave arretratezza italiana in materia di diritti civili, e un modo per indicare la direzione giusta:  la strada fino a quella cerimonia nei boschi,  a quella famiglia allargata riunita senza  pregiudizi attorno alla realtà dell’amore”.