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giovedì 14 novembre 2019

''Frances Ha'' di Noah Baumbach al Cinema Stensen di Firenze

12-09-2014

Arriva a Firenze "Frances Ha", l’ultimo lavoro dell’autore icona del cinema indipendente Noah Baumbach, già noto come co-autore di alcune sceneggiature del regista texano Wes Anderson. Il film, una commedia che ritrae con ironia e leggerezza la ventisettenne newyorchese Frances (interpretata dall’attrice Greta Gerwig) e le difficoltà con cui deve confrontarsi per realizzare i suoi sogni, sarà in programmazione a partire da venerdì 12 settembre alle ore 17.15 in esclusiva presso il cinema Stensen (viale Don Minzoni 25/c).
Frances Ha racconta cosa significhi avere quasi trent’anni e cercare di realizzare dei desideri che si rivelano sempre più irraggiungibili. Ambientato a New York, girato in bianco e nero (cosa che lo ha fatto paragonare dalla stampa americana a una moderna versione di Manhattan di Woody Allen) e costellato di omaggi alla Nouvelle Vague francese, il film ha conquistato, tra i tanti, anche il regista Quentin Tarantino, che lo ha selezionato tra le sue dieci pellicole preferite del 2013.
Frances vive in un appartamento in affitto a Brooklyn insieme alla sua migliore amica Sophie e ha un sogno: essere assunta come ballerina nella compagnia di danza dove lavora da precaria. Ma quando Sophie la abbandona per trasferirsi in un quartiere più costoso insieme al fidanzato e le sue possibilità all’interno della compagnia sfumano, Frances deve imparare a cavarsela da sola tra lavoretti, stanze in affitto e tragicomici confronti con quei trentenni “arrivati” come – pian piano si renderà conto che – lei non sarà mai. Ma più suoi sogni diventano irrealizzabili e più lei affronta la vita con un’energia e una leggerezza quasi indecifrabili, in una favola metropolitana in cui Baumbach esplora New York, l’amicizia, l’ambizione, il fallimento e la redenzione.
I piccoli omaggi del regista al cinema francese vanno dalla scelta delle musiche (molti dei brani scelti sono del musicista francese George Delerue, assiduo collaboratore di Francois Truffaut, e nella colonna sonora appare anche un brano tratto dalla colonna sonora originale de I 400 colpi), alla meta del viaggio della ragazza (Parigi) fino ai dettagli (la locandina de Gli anni in tasca, sempre di Truffaut, appesa in una delle case di Frances); l’eredità di Woody Allen è fortissima nella scelta di un bianco e nero quasi argentato (“Non si può girare un film in bianco e nero a New York e non pensare a Manhattan” ha spiegato il regista), anche se il film non si disperde in citazionismo e intellettualismi. “E’ un film che parla del diventare adulti – Greta Gerwig – di quando capisci che la tua vita non è quell’ideale fantastico che immaginavi a 21 anni. Ci vuole coraggio per prenderne coscienza, a tutte le età.”

Per informazioni: www.stensen.org