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giovedì 14 novembre 2019

Il musicista Fela Kuti e l’attivista Femen Oksana Shachko al Festival dei Popoli

02-12-2014

Martedì 2 dicembre il carismatico musicista Fela Kuti e l’attivista Femen Oksana Shachko saranno i protagonisti dei due documentari presentati, in anteprima italiana, durante la quinta giornata del Festival dei Popoli. Nel film Finding Fela (USA, 2014, 119') in programma al Cinema Odeon, alle ore 21.30, con l’ausilio di preziosi materiali d’archivio e alle riprese effettuate durante le prove di Fela! Il musical, il regista Alex Gibney ricostruisce la figura, sia sul palco che nella vita privata, del performer, attivista e sostenitore del movimento panafricano, senza dimenticare le battaglie politiche e gli aspetti più controversi della sua personalità, come l’aperto maschilismo e la poligamia. Je suis Femen (Svizzera, 2014, 95') di Alain Margot allo Spazio Alfieri, alle ore 22.00, propone il ritratto di una delle fondatrici del movimento nato in Ucraina nel 2008 che ha conquistato l'attenzione dei media grazie alla scelta di organizzare azioni di protesta in cui le attiviste si mostrano a seno nudo. Oksana è una ragazza militante, ma anche un'artista, un'appassionata di pittura e una sognatrice. Dotata di un coraggio che l’ha fatta resistere ad arresti e maltrattamenti da parte della polizia, Oksana è consapevole che il suo corpo è la sua unica arma.

Al Cinema Odeon si parte alle 16.00 con il documentario As Cidades e as Trocas (Portogallo, 2014, 139’), di Luísa Homem e Pedro Pinho (concorso internazionale), film che a partire dai danni provocati dall’industria del turismo a Capo Verde, indaga le contraddizioni del turismo di massa e l’impatto sulle comunità che lo accolgono. Alle 18.45 15 Corners of the World (Polonia, Germania, 2014, ’79) di Zuzanna Solakiewicz (concorso internazionale) ci introduce nel mondo di macchinari misteriosi e suoni sofisticati di Eugeniusz Rudnik, pioniere polacco della musica elettroacustica, per presentare un film visionario e altamente spettacolare. La regista è presente al festival. Alle 21.00 Yaar (Belgio, 2014, 19’), di Simon Gillard (concorso internazionale) racconta la vita dei cercatori d’oro del Burkina Faso. Dopo la proiezione, il regista incontrerà il pubblico. Chiude la serata il film evento speciale Finding Fela, di Alex Gibney (USA, 2014,119’).

Allo Spazio Alfieri il sipario si alzerà alle 15.00 con Werka (Polonia, 2014, 46’) di Pawel Lozinski, Werka lavora come operaia di una fabbrica di fiammiferi ma la sua vita è incentrata sull'amore riversato sulla sua figlia adottiva, che ha necessità di grandi cure. Alle 16.00 How Many Roads (Paesi Bassi, 2006, 55’) di Jos de Putter un omaggio al genio poetico di  Bob Dylan attraverso le storie di persone le cui vite sono state cambiate per sempre dalla musica del cantautore statunitense. Alle 17.30 Kings of the Wind & Electric Queens (Francia, 2014, 54’) di Cédric Dupire e Gaspard Kuentz, diario antropologico che osserva i preparativi per la fiera di Sonepur, sulle rive del Gange, in India. Alle 18.45 Riding My Tiger (Austria, 2014, 40’) di Ascan Breuer propone un'interessante commistione tra documentario e thriller paranormale. A seguire De Schnuuf (Svizzera, 2014, 11’) di Fabian Kaiseresperimento visivo che ibrida il cinema del reale con i codici narrativi e l’iconografia del cinema di fantascienza.

Prende il titolo da un verso del Vangelo di Marco Alberi che camminano, il film di Mattia Colombo scritto insieme a Erri De Luca che sarà proiettato alle 20.30 sempre allo Spazio Alfieri. Il legno si trasforma, galleggia, arde e rispecchia tutto il bisogno che gli uomini hanno di concedersi alla trasformazione del mondo, Alberi che camminano è una visione di morte e di rinascita continua, che in questo film diventa parola e voce. “Non esiste immagine più nobile e generosa riferita alla figura umana”. – racconta lo scrittore napoletano – “Il corpo è un tronco, le braccia sono rami, le gambe radici in movimento”. Il documentario sarà introdotto dal regista e dallo scrittore Erri De Luca. Alle 22.00 la giornata si chiuderà con Je suis Femen di Alain Margot (Svizzera, 2014,59’).

Alle 19.00 presso l’Istituto Francese continua l’omaggio a Vincent Dieutre con Leçons de ténèbres (Francia, Belgio, 2000, 77’), un film in tre capitoli che passando per tre città, Uthecht, Napoli e Roma, ci conduce nelle tenebre in cui era avvolto l’universo del regista all’inizio degli anni ’90, in una serie di chiaroscuri drammatici che hanno la propria ispirazione nell’arte di Caravaggio.

All’Auditorium Sant’Apollonia alle ore 11.00 continua How I did it: incontri aperti al pubblico con i registi del festival.

Le proiezioni al Cinema Odeon partiranno alle 10.00 con la replica di Nebel di Nicole Vögele (Germania, 2014, 60’), che racconta le vite solitarie di tre uomini accostate a suggestive e metaforiche immagi di una natura immersa nella nebbia; a seguire la replica di Superjednostka (Super-Unit(s)) di Teresa Czepiec (Polonia, 2014, 20’), un’indagine sul rapporto tra la teoria alla base dei giganteschi condomini razionalisti e la vita quotidiana delle persone che li abitano. Alle 11.30 la replica di Léone, mère & fils (Léone, mother & son) di Lucile Chaufour (Francia, 2014, 41’), documentario che indaga luci e ombre del legame profondo tra una madre e un figlio; a seguire la replica di Photofinish – Una stagione alle corse di Chiara Campara, Davide Cipolat, Giovanni Dall’Avo Manfroni e Lorenzo Faggi (Italia, 2014, 30’), sulle corse dei cavalli all’ippodromo di Milano, ed Escort di Guido Hendrikx (Paesi Bassi, 2013, 19’), che segue la formazione degli agenti olandesi addetti al rimpatrio forzato degli immigrati. Le repliche terminano alle 15.00 con I comme iran (I for iran) di Azari Sanaz (Belgio, 2014, 50’), il fascino dei suoni della lingua farsi all’interno dell’aula del maestro Behrouz Majidi.

Per informazioni: www.festivaldeipopoli.org