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venerdì 22 novembre 2019

La programmazione della settimana al Cinema Spazio Uno di Firenze

26-02-2015

Dal 26 febbraio al 4 marzo 2015, al Cinema Spazio Uno di Firenze (via del Sole, 10) è in programma la proiezione del film "Still Alice" di  Richard Glatzer, Wash Westmoreland (16.15 - 20.15).
Di "Still Alice" colpisce la delicatezza, quasi la timidezza, che poi è la strada migliore da percorrere quando si parla di una malattia che è una tragedia di silenzi sempre più lunghi, di impenetrabili momenti muti squarciati all’improvviso da parole di lucida consapevolezza. Rispettando la soggettività del romanzo di Lisa Genova da cui è tratto i registi hanno lasciato in disparte i familiari di Alice  per entrare nella sua mente che pian piano si svuota. A differenza di altri film che parlano di Alzheimer, "Still Alice" sceglie di non di inoltrarsi nelle fasi finali della malattia. E’ una cosa apprezzabile, perché è già abbastanza doloroso sapere che esiste il rischio di perdere un giorno o l’altro ciò che meglio ci definisce come esseri umani: la memoria. Questa scelta narrativa ha generato il piccolo miracolo di un’intelligente dichiarazione d’intenti: l’impegno, da parte dei registi, a liberarsi di retorica, pathos e involontaria comicità per essere il più onesti e diretti possibile. Una scelta di rigore che ha creato un’atmosfera d’intimità, di raccoglimento e di riservatezza.

Mentre alle ore 18.00 è in calendario la proiezione del film "Gemma Bovery" di Anne Fontaine.
Questa commedia non è un adattamento del celebre romanzo francese ed è lontana da qualsiasi ambizione di illustrarlo. Certo Flaubert è onnipresente nel film come lo è dentro la vita di Martin ma "Gemma Bovery" non è propriamente flaubertiano, è piuttosto una commedia che conserva lo spirito di Flaubert e lo combina con l'umorismo britannico di Posy Simmonds, la scrittrice e illustratrice inglese che ha collaborato alla sceneggiatura con Pascal Bonitzer. Un film in cui la vista domina sensorialmente la scena, la regia corretta, elegante e precisa, gli attori bravissimi: c'è un Luchini dalla recitazione tutta increspature del viso, tutta espressiva, alla Servillo, che padroneggia da attore magistrale con infinite sfumature, tanto quanto Gemma Arterton si conferma un’arma di seduzione quasi suo malgrado, inevitabile.

Infine alle ore 22.15, sarà proiettato il film "The Imitation Game" di Morten Tyldum.
"The imitation game" non è soltanto un film bello e ben confezionato ma è anche un biopic per una volta davvero necessario. Le vite degli scienziati, in genere, sono poco cinematografiche. E’ difficile rendere eccitante il mondo dei calcoli e l’epifania della scoperta, coinvolgere lo spettatore in questioni che non sarà in grado di comprendere. Ma il cinema è make-believe, serve a rendere plausibili le cose che non si capiscono, a costruire macchine astratte e finte come quelle dei film di Frankenstein, ma che diventano affascinanti e credibili per il loro legame con l’individualità geniale che le ha progettate. "The Imitation Game" riesce, da un certo punto in poi, a concentrare la nostra attenzione sulla macchina progettata da Turing, la rende importante quanto i protagonisti della storia, ci fa “sentire” il rapporto uomo-macchina in modo quasi fisico.

Per ulteriori informazioni: www.cinemaspaziouno.it