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mercoledì 21 ottobre 2020

Festival dei Popoli: ''Daft Punk Unchained'' in prima visione all'Odeon

03-12-2015

Un'immersione nel mondo del duo francese entrato di diritto nella storia della musica vincendo, nel 2014, cinque Grammy Awards: questo è Daft Punk Unchained, il documentario di Hervé Martin-Delpierre che sarà presentato in prima italiana giovedì 3 dicembre alle 22.30 presso il Cinema Odeon, durante la settima giornata del 56/mo Festival dei Popoli. Attraverso rari filmati d’archivio e testimonianze di collaboratori e amici, tra cui artisti del calibro di Pharrell Williams, Giorgio Moroder e Michel Gondry, il regista racconta la band che, a partire dagli anni novanta, ha iniziato a sconvolgere i club di tutto il mondo, fino ad arrivare alla cerimonia dei Grammy, l’equivalente musicale degli Oscar. Dalle prime esibizioni, ancora a volto scoperto alla scelta di non mostrare più il viso in pubblico, fino alla trasformazione in icone della scena elettronica mondiale contraddistinte dagli inconfondibili caschi da robot.

All’Auditorium Sant’Apollonia, 14 film in fase di realizzazione saranno presentati a una platea di esperti internazionali (tra cui rappresentanti di Sky Arte, Feltrinelli Real Cinema, Arte France, Radio Televisione Svizzera) con finalità di co-finanziamento o pre-acquisto, nell’ambito della 3/a edizione di Doc at Work. I progetti concorreranno a tre differenti riconoscimenti: il premio L’Aura – Scuola di Cinema di Ostana, riservato ai lavori italiani del Pitching Forum, che consisterà in un workshop di sostegno alla fase di scrittura del progetto, articolato in una serie di brevi residenze presso la sede della scuola di cinema a Ostana, sulle Alpi, e in un’attività di tutoraggio a distanza; il premio Radical Plans, assegnato dall’omonima casa di post-produzione toscana, che metterà a disposizione del lavoro selezionato un mastering in DCP e il servizio di color grading; il premio Sudtitles – Doc at Work, promosso dall’agenzia di sottotitolaggio e traduzione Sudtitles, che fornirà gratuitamente al film selezionato dei sottotitoli in inglese per aiutarne la promozione sul mercato internazionale.

Tra gli eventi speciali da segnalare, una serata dedicata a Lampedusa e ai migranti che ogni giorno solcano le sue acque (Cinema Odeon ore 21.00). L’evento si aprirà con il cortometraggio Shipwreck Lampedusa di Morgan Knibbe, che ripercorre i drammatici fatti dell’ottobre 2013, quando più di trecento persone sono annegate al largo delle coste dell’isola. A seguire, la regista Irene Dioniso presenterà Sponde - nel sicuro sole del nord: a Lampedusa, Vincenzo, custode di cimitero in pensione, dà sepoltura ai corpi dei migranti che hanno perso la vita durante i naufragi, attirando le critiche della comunità religiosa scontenta dell’uso delle croci per il seppellimento di persone non cattoliche. A Zarzis, Tunisia, il postino Mohsen Lidhabi costruisce un museo con gli indumenti di quei cadaveri e gli oggetti che il mare ha restituito alla terra. Vincenzo e Mohsen un giorno cominciano a scriversi. (in concorso internazionale).

Al Cinema Odeon le proiezioni inizieranno alle 15.30 con L’Abri (Svizzera, 2014, 101’) di Fernand Melgar, un inverno nel cuore di un rifugio di emergenza per i senzatetto a Losanna, dove ogni sera ha luogo un drammatico rituale che porta a tafferugli talvolta violenti. La capacità totale del rifugio è di 100 posti a sedere, solo 50 “eletti” saranno ammessi al suo interno e otterranno un pasto caldo e un letto. Alle 17.30 spazio ai documentari e agli autori del concorso internazionale, tutti presenti al festival, con Por los caminos del sur (Messico, 2015, 29’) di Jorge Luis Linares Martínez, in cui un sentiero tra boschi impervi, fiumi da attraversare e montagne da scalare diventa, per padre e figlia, occasione per mettere a nudo i propri sentimenti, e Pedro M, 1981 (Svizzera, Spagna, 2015, 27’) di Andreas Fontana: il mistero che avvolge il padre della protagonista, collegato alle riprese effettuate all’interno del Parlamento spagnolo nel 1981, durante il tentativo di golpe militare. Alle 19.15 Spoon (Canada, 2015, 60’) di Michka Saäl, che porta sullo schermo la poesia di Spoon Jackson, detenuto di un carcere di Los Angeles fin da quando nel 1977, appena diciannovenne, commise un omicidio. A seguire, alle 21.00 Shipwreck Lampedusa (Paesi Bassi, 2014, 14’) di Morgan Knibbe e Sponde - nel sicuro sole del nord (Italia, Francia, 2015, 60’) di Irene Dionisio, e alle 22.30 Daft Punk Unchained (Francia, UK, 2015, 85’) di Hervé Martin-Delpierre.

Allo Spazio Alfieri partenza alle 15.00 con Au crepuscule d’une vie (Belgio, Israele, 2015, 71’) di Sylvain Biegeleisen, la vicenda della madre del protagonista che dopo una diagnosi medica che le lascia poche settimane di vita, contro ogni aspettativa e previsione medica, reagisce e si aggrappa alla vita con gioia e ottimismo (il regista sarà presente al festival). Alle 16.30 sarà proiettato Du verbe aimer (Belgio, 1984, 78’) di Mary Jiménez, che ne documenta il ritorno in Perù alcuni anni dopo la morte della madre, per un incontro impossibile eppure necessario con la memoria della figura materna. Dopo il film, l’autrice incontrerà il pubblico. Una piccola località turistica della Versilia, nel nord della Toscana, in cui convivono tradizioni contadine e mondanità, alle 19.00 sarà al centro de L’ombelico magico (Italia, 2015, 73’), il film di Laura Cini (presente al festival) che racconta l’incontro tra un’anziana signora con antichi poteri ancestrali e una giovane ragazza che vorrebbe diventare la sua erede spirituale (sezione Panorama). La serata si concluderà alle 21.00 con El Premio (Messico, Francia, Polonia, Germania, 2012, 103’) di Paula Markovitch: Argentina, anni ’70: in un’epoca segnata dal ritorno alla dittatura militare, la giovane Lucia e sua figlia Cecilia vivono in una fatiscente casa sulla spiaggia. la bambina, malgrado i suoi sette anni, deve custodire un segreto da cui dipende la sopravvivenza della propria famiglia.

All’Istituto Francese alle 19.00, in occasione di COP21, la 21/ma conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (nota anche come “Parigi 2015”), sarà proiettato Wind of Change (Norvegia, 2012, 40’) di Julia Dahr, ritratto di famiglia contadina in Kenya nel mese di marzo, quando in passato cadevano piogge abbondanti e oggi non più. Alle 20.00 Volta à Terra (Portogallo, Francia, Svizzera, 2014, 78’) di João Pedro Plácido, che segue quattro stagioni nella piccola comunità di Uz, nella campagna portoghese, che  della natura trae i suoi ritmi e sostentamento, in un omaggio alla terra d’origine del regista e ad un modo di vivere che va scomparendo.

Alle 20.45 al Teatro Puccini si terrà la proiezione, alla presenza del regista Marco Guelfi, di Quest’Italia suona il jazz (Italia, 2014, 74’), il ritratto dei 25 ragazzi che compongono l’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti. Giovani musicisti selezionati tra i migliori talenti d’Italia, che all’unisono daranno vita al proprio swing provando a perseguire a un sogno: vivere suonando. Un film che attraverso l’avventura di questa orchestra, diventa l’occasione per raccontare il presente e il futuro del nostro paese. A seguire, concerto dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta dal Maestro Paolo Damiani (posto unico numerato 12€).

All’Auditorium Sant’Apollonia alle ore 11.00 continua How I did it: una serie di incontri aperti al pubblico con i registi del festival.

Repliche: al Cinema Odeon al mattino tornano i film in concorso internazionale. Si comincia alle 10.00 con Une partie de nous s’est endormie (Francia, 2015, 50’) di Marie Moreau, un viaggio nei labirinti di una vecchia Avignone accompagnati da Djilali, senzatetto di origine marocchina, immigrato in Francia con alle spalle quasi undici anni di prigione e molte identità, a seguire Babor Casanova (Svizzera, 2015, 35’) di Karym Sayad, che segue due ‘ragazzi di vita’ di Algeri, con un presente è fatto di piccoli espedienti per guadagnare qualche dinaro e la prospettiva di imbarcarsi per raggiungere la Francia o l’Italia. Alle 11.30 La Familia Chechena (Argentina, 2015, 60’) di Martín Solá, che conduce lo spettatore nella particolarità interiore di un’esperienza mistica, quella dei musulmani sufi in Cecenia, e Onder ons (Paesi Bassi, 2015, 24’) di Guido Hendrikx, che affronta un argomento oscuro e disturbante nell’orizzonte contemporaneo: la pedofilia. Alle 15.00 A festa e os cães (Brasile, 2015, 25’) di Leonardo Mouramateus, descrizione di un’adolescenza trascorsa tra feste e sbronze per le strade di Fortaleza, ma anche un’immersione nel passato in grado di riportare i dubbi, le speranze e la leggerezza degli anni verdi. Tutti gli autori saranno presenti al festival.

Prezzi: abbonamento completo valido per tutta la durata del festival: intero 50€ e ridotto 35€. Abbonamento giornaliero valido per 1 giorno intero: 10€ e ridotto 7€. Biglietto singolo dalle ore 10 alle 20.30: intero 5€ e ridotto 4€; biglietto singolo dalle ore 20.30: intero: 7€ e ridotto 5€ (tutte le proiezioni sono vietate ai minori di anni 18).

Info: www.festivaldeipopoli.org