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venerdì 23 ottobre 2020

''Francofonia'' di Alexander Sokurov al Cinema Spazio Uno

02-02-2016
Martedì 2 febbraio, il Cinema Spazio Uno di Firenze, propone "Francofonia" il film di Aleksandr Sokurov.
L'oggetto ed il soggetto della pellicola è il celebre museo del Louvre di Parigi. Nelle sue sale, attraverso vicende articolate e stratificate su più livelli narrativi, si puntano i riflettori su il valore della cultura e della sua memoria storica.
Sokurov (già vincitore del Leone d'Oro nel 2011 con "Faust") intreccia i destini di due uomini eccezionali, nemici sulla carta ma legati da un rapporto che sarebbe errato definire amicizia: Jacques Jaujard, il conservatore in carica nel momento in cui la Francia fu occupata dai nazisti e il conte Franziskus Wolff-Metternich, l'uomo mandato da Berlino per ispezionare l'inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirne in Germania una parte. I due sono molto diversi tra loro, un funzionario e un aristocratico, ma collaboreranno per preservare i tesori dell'arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all'Hermitage e all'assedio di Leningrado, e a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all'Oceano. Quella nave così imponente sembra fin troppo somigliante alla "Zattera della Medusa" di Gericault: stessa prospettiva triangolare, stessa altalenanza tra le onde, ma Gericault è arte, mentre il filmato cerca di salvare l’arte. Con una fotografia dettagliata e un savoir faire quasi fiabesco, animato dai fantasmi di Napoleone e Marianne, i quali rivendicano l'uno la paternità del Louvre (creato di fatto per elogiare le sue conquiste durante le campagne belliche), mentre l'altra è una continua eco di Libertè, Fraternitè, Egualitè, il regista incolla insieme i tasselli di una storia dimenticata, mettendo poi sull'altro piatto della bilancia il trattamento ricevuto dall’ex Unione Sovietica, di cui invece furono ignorati musei, opere d’arte, letterarie, musicali e d’altro genere, solo perché riassunti sotto l'etichetta dell'Est.

Attraverso una sperimentazione narrativa che innesta, come in un mosaico, tessere del presente e frammenti del passato, sommando filmati di repertorio, immagini delle opere d'arte e narrazione, Francofonia mette in scena l'orrore della guerra e la necessità di custodire e difendere la memoria e il patrimonio di una civiltà non soltanto materiale, ma anche e soprattutto spirituale.

Orario: 16:15 - 19:45

Biglietto: € 5,00

Per maggiori informazioni: www.cinemaspaziouno.it  

M.V.