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sabato 16 novembre 2019

La mostra ''Folco Chiti Batelli. Segni d'anima e città'' a Palazzo Medici Riccardi

22-02-2014

Venerdì 21 Febbraio è stata inaugurata la mostra "Folco Chiti Batelli. Segni di anima e città" aperta al pubblico a Palazzo Medici Riccardi da Sabato 22 febbraio a Martedì 25 marzo. L'esposizione nasce dalla difficile opera di selezione delle innumerevoli tavole lasciate nel suo studio dal pittore, scomparso nel 2011. La moglie e la figlia hanno pensato di ricordare l'artista nel modo più appropriato e che gli sarebbe stato maggiormente gradito, e cioè attraverso una mostra che descrivesse la sua vita ed il suo sviluppo artistico.
L'esposizione di 100 opere, dopo un primo gruppo di tele informali della sua giovinezza, racconta l'iter pittorico di Batelli che alterna paesaggi di campagna e di città, elementi per lui essenziali nella loro compresenza.
Ma la protagonista principale della sua pittura è la periferia fiorentina, forse perchè è più vicina alla gente comune e descrive meglio la "fatica di vivere" resa sulle tavole con la sensazione del movimento, con tratti di colore indefiniti che si allargano nello spazio e si allungano all'estremo per raccontare la città ed il dinamismo della vita quotidiana che in essa si riscontra. Le zone privilegiate sono quelle di Campo di Marte e delle Cure, dove l'artista abitava e lavorava e a cui era perciò molto affezionato.
Col passare del tempo Batelli inizia a restringere sempre di più l'obiettivo, concentrandosi prevalentemente sui particolari dello scenario urbano, come ad esempio i semafori, i cassonetti, ed i distributori di benzina. Questi elementi vengono presentati come macchie di colore, visioni improvvise fluttuanti in uno sfondo quasi assente, che si sfuma fino a scomparire ai margini della tavola, frutto della selezione del filtro della memoria.
Le pennellate veloci ma al tempo stesso armoniche si intersecano per dare una forte idea di movimento, per rappresentare paesaggi o soggetti urbani mai statici, sempre percorsi da una sorta di vento che li rende dinamici, con improvvisi schizzi accesi di colore, che puntano a descrivere angoli di realtà con un impatto visivo molto forte.
La "poetica" del pittore descrive Firenze e al contempo vi racchiude i moti della sua anima.
"Per solito la città è grigia di colore; come fosse nel bianconero d'una pellicola neorealista. Ma subito s'accende d'intensa cromia all'apparizione improvvisa d'un distributre di carburante. Solo quello attrae il poeta" Antonio Natali.
"La pittura di Chiti Batelli resta memorabile per la limpida semplicità dei suoi mezzi, per l'asciutta e ritrosa visione di ambienti naturali e urbani investiti da una silente e continua trasformazione, che turba, scioglie, e ricompone i contorni delle case, i confini delle radure o i profili degli alberi, illuminandoli di volta in volta del riverbero d'una luce interna e segreta. In questi scenari di quiete precaria la figura umana, evocata da tracce e manufatti, fa registrare la sua vistosa assenza" Cristina Acidini.

La mostra, a cura di Federica Chezzi e Anna e Marcella Chiti Batelli, è stata promossa da Città di Fiesole e Anna e Marcella Chiti Batelli, con il patrocinio del Comune di Firenze.

di Greta Piccininni