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giovedì 21 novembre 2019

''Memorie per dopo domani'', ricordo di Franco Fortini

20-11-2014

La scrittura rende immortale un'idea, come una foto un istante. Eppure non basta consegnare il pensiero alla carta per farlo sopravvivere all'annientamento del tempo. La memoria resiste solo tramite le opere, per mezzo di ciò che un autore è riuscito a lasciare nel corso del suo passaggio su questa terra. Franco Fortini è uno di questi uomini, il cui talento artistico amato dalla critica non è ancora riuscito ad imporsi nei confronti del grande pubblico. E' il male della nostra epoca: chi non sa costruirsi un'immagine mediatica forte, vendersi con una buona dose di spudoratezza, per quanto capace, è destinato all'oblio. Figlio di padre ebreo e di madre cattolica non praticante, il suo nome viene oggi ricordato in occasione di una serie di iniziative a vent'anni dalla morte. "Memorie per dopo domani", è questo il titolo scelto per la rassegna organizzata dal Centro studi Franco Fortini enispirato all'omonima raccolta dell'autore, pubblicata a Siena nel 1984. Fondamentale il contributo offerto dall'Istituto storico della Resistenza Senese, Stanze della Memoria e Altomare, oltre al sostegno dei comuni di Siena, di Firenze e della Regione, che hanno messo a disposizione il loro patrocinio. Come ha precisato durante la conferenza stampa il direttore del Centro, Luca Lenzini, non si tratta di una commemorazione, quanto piuttosto di un tentativo di divulgare la conoscenza di questo autore, dimostrando come la sua memoria sia ancora viva e vegeta.

Uomo di grande cultura, troppo spesso ricordato come un bastian contrario, Fortini ha sempre avuto un legame profondo con la nostra terra e soprattutto con i due centri che più hanno inciso sulla sua attività intellettuale e artistica. Nato a Firenze nel 1917, dal capoluogo toscano trasse le premesse per la sua futura attività poetica. Gli anni fra le due guerre furono caratterizzati da una vivace attività culturale che attrasse letterati un po' da tutta Italia. Sul finire degli anni venti Eugenio Montale veniva chiamato alla guida del Gabinetto Vieusseux e negli anni trenta la generazione ermetica di Luzi, Parronchi e Bigongiari muoveva i suoi primi passi. Era un terreno fertile per un giovane come Fortini. La città del Palio, invece, accoglierà il ragazzo divenuto uomo e lo avvierà verso la carriera accademica. Proprio qui insegnerà Storia della Critica, a partire dal 1971, e alla sua morte lascerà un generoso lascito all'Università di Siena che ancora oggi conserva i carteggi e la biblioteca dello scrittore.

Il primo degli eventi in programma si terrà proprio a Siena, giovedì 20 novembre, nelle Stanze della Memoria di via Malavolti 9 con l'inaugurazione, alle 10.30, del percorso espositivo multimediale che resterà aperto al pubblico fino al 27 febbraio. Martedì 25 novembre, al Museo Novecento di Piazza Santa Maria Novella, verrà invece inaugurata, alle 17.30, la mostra "Fortini pittore e incisore: frammenti di un itinerario tra arte e letteratura" che esibirà opere originali e videoproiezioni di dipinti e disegni provenienti dall'Archivio Fortini dell'Università di Siena. Venerdì 28, sempre alle 17.30, appuntamento al Gabinetto Vieusseux dove sarà presentato, con la partecipazione di Stefano Carrai, Franco Contorbia e Giuseppe Nava, il saggio di Luca Daino "Fortini nella città nemica: l'apprendistato intellettuale di Franco Fortini a Firenze". Sabato 29 e domenica 30 si torna di nuovo a Siena dove saranno offerte pubbliche letture tratte dalle sue raccolte poetiche. Alle 16.30 di sabato, a cura di Stefano Dal Bianco e Incontrotesto, presso la biblioteca comunale degli Intronati di via della Sapienza; domenica 30, alle 18.30, presso la Corte dei Miracoli nel complesso San Niccolo, a cura di Andrea Traversi. Giovedì 4 dicembre, sempre a Siena, nelle Stanze della Memoria, duplice appuntamento: alle 17.30 "No al fascismo: una volta per sempre", con la partecipazione di Cecilia Mangini e Michela Zegna; alle 20.30 proiezione di "All'armi siam fascisti", film del 1961 sceneggiato dallo stesso Fortini. Venerdì 5, sempre nelle Stanze della Memoria, si terranno alle 17.30 l'incontro "Mutare il destino in libera scelta" e alle 20.30 la proiezione di "Processo a Stalin" di Fulvio Lucisano e Renato May. Sabato 6 dicembre si torna invece a Firenze, dove si terrà alle 17.30 a Le Murate, l'atteso incontro "Il mio verbo è al presente" durante il quale tre poeti contemporanei, Andrea Inglese, Paolo Maccari e Andrea Gibellini, si confronteranno sulla figura di Fortini. Gli ultimi appuntamenti si terranno al cinema Stensen martedì 9 dicembre: alle 17.30 la proiezione di "Scioperi a Torino" del 1962, a cui farà seguito l'incontro "Lavoro e diritti, ieri come oggi" con Sergio Bologna, Sergio Toffetti, Silvia Luzi e Luca Bellino; alle 20.30 la proiezione del documentario di Luzi e Bellino dal titolo "Dell'arte della guerra".

Per informazioni: www.unisi.it

di Massimo Vitulano