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venerdì 24 gennaio 2020

Cantiere Futurarte: ''L'amore è una canzoncina'' di Chiara Guarducci allo Speakeasy 23

27-01-2015

Martedì 27 gennaio va in scena "L'amore è una canzoncina" di Chiara Guarducci con Sonia Coppoli, alle ore 21.30, allo Speakeasy 23 (Via San Niccolò, 23r - Firenze).
L'evento, ad ingresso gratuito, suscitato da Alessio Martinoli nell’ambito di Cantiere Futurarte, propone sul palco personaggi in cerca di qualcosa in un balenar d'amore e di ossessioni. Una galleria semicomica di brevi monologhi. Siamo tutti all'erta, alla ricerca, in una quieta, di un rifugi, di un amore benedetto, di qualcosa che duri più di una canzoncina e non c'è modo di scappare, siamo vivi, spellati, punti da sogni abnormi e fissazioni, in un turbine di bestemmie e preghiere. Teatro che esplora gli estremi dell'anima, la fame smisurata di vivere, di andare oltre il limite, attraverso creature eccessive, fuori dalle maschere, indomate, furiose e tenerissime.

Chiara Guarducci, drammaturga e regista, inizia il suo percorso teatrale con una trilogia di monologhi ("Lucifero", "La Carogna" e "camera ardente") che esplorano la condizione umana, precaria, instabile, stretta tra deserto e piena, sempre pronta a rinascere. Questi testi, interpretati da Silvia Guidi e scelti da Barbara Nativi per “Intercity Plays” (2000), raccolta di teatro contemporaneo internazionale, vengono poi pubblicati nel libro “La neve in cambio” (2002). Tra le opere successive scrive “Bye Baby Suite” un omaggio alla disperazione dirompente di Marilyn Monroe, un ritratto a nervi scoperti che gira per camere d'albergo dal 2009, inserito in festival, stagioni e rassegne teatrali. Con “Tempestati” (2010) porta alle estreme conseguenze il congedo dalle illusioni e la prospettiva metateatrale dell’ultima opera di Shakespeare. Spettacolo, di cui cura anche la regia, sul fare (e disfare) teatro, sulla dialettica tra ispirazione e vuoto di senso, sulla distanza da Dio e la nostra inguaribile necessità di sognarlo. Il ruolo registico la distacca dalla parola e sprigiona in lei fantasie grottesche che producono “Suicide Project” (2011, vincitore di una residenza al duncan3 di Roma), che ha per protagonista Pinky, un fumetto vivente alle prese con la sua giornata tipo, parodia dell’alienazione contemporanea. "Caliban's Solo" interpretato da Simone Rovida vince il premio Premio Franco di Francescantonio 2011. Nel 2012 ha scritto e diretto "Martha e Raymond", con Sonia Coppoli e Antonio Branchi, una commedia noir ispirata alla strampalata coppia Martha Beck e Raymond Fernandez, conosciuti come i killer dei cuori solitari. Nel 2014 vince il concorso +corto con "il sig. Peri" interpretato da Sonia Coppoli.

Info: http://esperimentodeserto.wordpress.com/