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mercoledì 13 novembre 2019

L'eccentrico Piero di Cosimo in mostra alla Galleria degli Uffizi

23-06-2015
Dopo il successo riscosso alla National Gallery di Washington, "Piero di Cosimo (1462-1522) – Pittore fiorentino eccentrico fra Rinascimento e Maniera", la prima retrospettiva dedicata all'artista, arriva il 23 giugno alla Galleria degli Uffizi. 45 dipinti e 30 disegni per un viaggio cronologico nella vita e nelle opere di un genio ancora oggi poco conosciuto. La rassegna con l'intento di seguire, passo dopo passo, i cambi di pennellata e le sue influenze, racconta una storia che parla il linguaggio sacro, attraverso numerose pale d'altare, e allo stesso tempo affronta tematiche profane, con "tondi" e vedute poco tradizionali. Un pittore eclettico Piero di Cosimo che mette la sua arte a servizio delle diverse committenze, nobili o ecclesiastiche, che consentono al suo tratto sia di restare dentro rigidi schemi sia di volare libero trascinato dalla fantasia e dalle emozioni. Tra i dipinti più apprezzati ricordiamo sicuramente: la "Morte di una ninfa", in prestito dalla National Gallery di Londra, la "Scena di caccia" del Metropolitan Museum, il "dittico con le effigi di Giuliano da Sangallo e di Francesco Giamberti" dal Rijksmuseum e la "Visitazione" della National Gallery di New York, istituto che insieme alla Galleria degli Uffizi ha reso possibile la realizzazione della retrospettiva.
Per capire al meglio i tratti del suo estro occorre tuttavia collocare Piero di Cosimo in un arco di tempo specifico; come potete notare dalle date espresse nel titolo della mostra, ci troviamo in pieno Rinascimento in una Firenze che, guidata da Lorenzo il Magnifico, era diventata una fucina di artisti, basta pensare a Botticelli, Leonardo e il Ghirlandaio. Tre autori che dovevano fare i conti con le nuove tendenze provenienti dalle Fiandre. Così cresce Piero, mosso da due correnti di ugual potenza ma radicalmente opposte, la tradizione e l'innovazione, che entrano in egual misura nei suoi tratti fino a fondersi per raccontare il reale in maniera nuova e far nascere in lui un innata sensibilità. La rappresentazione della natura sicuramente è una presenza costante nella sua poetica, l'ambiente che non esiste se non abitato dai soggetti suggerisce un rapporto inscindibile tra natura e uomo.
Agli Uffizi tutto inizia con le immagini di devozione, pubblica o privata, come la "la Madonna con il bambino e i due angeli Musicanti" in cui il colore e la matita si uniscono in una danza che trasmette serenità e continua con scene mitologiche e allegoriche. Favole che questi ha ideato appositamente per abbellire le pareti delle dimore di molti nobili famiglie fiorentine; scene che come tradizione portano celano un alone di allegorie come testimonia "La caccia e il ritorno dalla caccia", dove protagonista è tra uomini, satiri e belve. Le figure su questa tele si confondono grazie all'assenza di contorni marcati e sembrano rivelare il lato più scuro che anima ogni essere umano. E' così che l'onirico incontra il mostruoso per raccontare la società stessa. Come ricorda Gabriele D'Annunzio: “Giocondo e facile pittore, forte e armonioso colorista, che risuscitava liberamente col suo pennello le favole pagane”, il pennello si lega in ogni opera a sfumature in forte contrasto cromatico per dare forma attraverso la tecnica a olio ai personaggi che la animano. Tutto questo entra in contrasto con i volti sorridenti che dominano i ritratti e le figure sacre presenti nelle sale; sembra quasi di respirare la quiete dopo la tempesta che rasserena l'animo umano. Un viaggio tra le opere, i dettagli, la varietà delle figure e gli scenari che rivela allo spettatore dunque la creatività, le passioni ma anche gli incubi che animano il loro cuore e quello dell'artista.
“Siamo qui per inaugurare una mostra che dal punto di vista espositivo- ha dichiarato Antonio Natali, direttore della Galleria Degli Uffizi- è inedita. Si parla di Piero di Cosimo, la sua qualità di tenere un doppio registro tra poetica e eccentricità, lo rendono unico e estremamente apprezzato dai critici dell’arte. La convinzione che la natura crescesse spontanea, di stare in solitudine e di accontentarsi del poco, fa trapelare la filosofia di vita che Piero condivideva anche con altri artisti dell’epoca”.
La rassegna, curata da Serena Padovani, Elena Capretti, Anna Forlani Tempestini e Daniela Parenti e sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e dalla Galleria degli Uffizi resterà aperta fino al 27 settembre.

Per informazioni: www.unannoadarte.it  

Martina Viviani