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mercoledì 20 novembre 2019

Incontro ''Firenze 1865 – 2015 - Una nuova capitale fra cultura, costume, architettura'' allo Spazio A

23-09-2015
Mercoledì 23 settembre, allo Spazio A di lungarno Benvenuto Cellini 13a, riprende dopo la pausa estiva il ciclo di conferenze "Firenze 1865 – 2015. Una nuova capitale fra cultura, costume, architettura", organizzato da Forma Edizioni per celebrare il 150° anniversario dell’anno in cui la nostra città divenne capitale dell’allora neo-nato Regno d’Italia. Il ciclo, curato da Riccardo Bruscagli e Laura Andreini, continuerà ad ospitare con cadenza mensile, sino alla fine del 2015, studiosi dei settori più vari per esplorare questo evento della nostra storia nazionale sotto punti di vista diversi. Gli incontri hanno il patrocinio di “Firenze Capitale 1865 – 2015” e si tengono alle ore 17.30.

L’appuntamento di questo mercoledì, il 23 settembre, è con lo storico dell’arte Sergio Risaliti, che terrà la conferenza dal titolo “Moving David”. Moving perché il David di Michelangelo, stella fissa del nostro Rinascimento, è sempre stato, in realtà, un oggetto singolarmente ‘mobile’. Mobile innanzitutto in se stesso, nella sua materialità: dato che il capolavoro di Michelangelo muove da un David precedente scolpito nello stesso blocco di marmo, com’è noto, da Agostino di Duccio; un David fra l’altro non solo abbozzato, come si continua a dire, ma con tutta probabilità già pressoché condotto a fine, e dalla cui configurazione quello di Michelangelo trae alcune obbligate movenze. ‘Mobile’ poi nella sua collocazione: destinato a svettare su un delle cuspidi absidali del Duomo, poi ‘atterrato’ quando viene acquisito dalla Repubblica fiorentina all’inizio del Cinquecento, e anche allora senza pace: sull’arengario? dentro il Palazzo? sotto la Loggia dei Lanzi? Ma il passaggio dalla Cattedrale al Palazzo significa anche il passaggio epocale dal tempo delle cattedrali al tempo laico dello stato moderno. In questo senso il David segna davvero un’epoca ‘nuova’, si muove da un evo ad un altro. E dà da pensare il fatto che dietro la riappropriazione ‘secolare’ del David ci sia un trio di amici committenti (il gonfaloniere Soderini, Pierpaolo de’ Medici il ‘Popolano’ e Amerigo Vespucci) diversamente ma tutti implicati nell’avventura rivoluzionaria della scoperta di un ‘mondo nuovo’. In questo movimento, l’approdo finale, ottocentesco, del David autografo nella Galleria dell’Accademia rappresenta l’ultimo atto, stavolta collegato all’iniziativa di una nuova committenza, quella dello stato italiano unitario. Il David venne spostato per ragioni di protezione anche fisica del capolavoro, ma di fatto il suo muoversi dalla Piazza e dal Palazzo dei Signori allo spazio museale dell’Accademia, entro una nicchia di gusto neoclassico, segna iconicamente l’inizio di una nuova era. L’era della ‘tutela’ pubblica del patrimonio artistico, adesso decontestualizzato da una ‘Stato’ che lo raccoglie e lo allinea in gallerie ricostruite storicisticamente e leggibili secondo un codice didattico diversissimo da quello originale.

Sergio Risaliti (Prato 1962) è salito alla ribalta della nuova generazione di critici italiani come direttore artistico di Palazzo delle Papesse, il Centro comunale per l’arte contemporanea istituito dal Comune di Siena con sede in un antico palazzo restaurato e ristrutturato, negli anni di fondazione e di esordio, fra il 1998 e il 2001. L’ideazione di eventi di grande richiamo (personali di Dine, Bacon, Beuys, Burri, mostre storiche come "Savinio-Pascali", collettive su temi contemporanei, aperture a collezioni straniere di prestigio come quella della parigina Fondation Cartier), l’edizione non solo di cataloghi ma di libri sull’attualità culturale ("Espresso. Arte oggi", ed. Electa 2001), l’organizzazione di convegni internazionali come quello dell’IKT (International Association of Curators of Contemporary Art), hanno lanciato Siena fra i centri di maggiore richiamo in Italia per il contemporaneo. Dal 2001 Risaliti ha iniziato a curare mostre ed eventi per le istituzioni di Firenze, da solo ("Boom", "Working", "Insider") o in collaborazione con Achille Bonito Oliva ("Belvedere dell’Arte/ Orizzonti" 2003. Ha curato "Eco e Narciso", 12 installazioni di altrettanti noti artisti negli ecomusei della provincia di Torino. Recentemente ha curato le mostre personali a Forte di Belvedere di Giuseppe Penone (“Prospettiva vegetale”, 2014) e di Antony Gormley (“Human”, 2015).

Per informazioni: info@spazioafirenze.it - www.spazioafirenze.it