Home > Webzine > ''Il dado è tratto''. Arte contemporanea oltre la tradizione alla galleria Tornabuoni
martedì 19 novembre 2019

''Il dado è tratto''. Arte contemporanea oltre la tradizione alla galleria Tornabuoni

24-09-2015

Ancora una volta la galleria Tornabuoni Arte di Firenze riesce a distinguersi nell'ampio panorama delle esposizioni di arte contemporanea, ospitando una mostra, a detta del curatore, "complementare al Museo del '900".

"Il dado è tratto. Arte contemporanea italiana oltre la tradizione". Questo il titolo della raccolta di opere, voluta dal noto critico toscano Sergio Risaliti, che si inserisce in un progetto più vasto pensato per celebrare la Biennale dell'Antiquariato. Si tratta di una raccolta fortemente storicizzata: seguendo un andamento cronologico che rispetta l'evoluzione dell'arte italiana, verranno individuate le principali tappe di un periodo di passaggio che va dagli anni '30 agli anni '70 del secolo scorso. Periodo in cui in Italia si abbandona la tradizione figurativa per avviarsi verso l'astrazione più pura.
La selezione di opere, molte delle quali appartenenti alla collezione privata del gallerista Roberto Casamonti, è davvero significativa: Fontana, Burri, Capogrossi, Afro, Manzoni, Castellani, Scheggi sono solo alcuni dei nomi scelti per documentare lo "strappo" che l'astrattismo ha rappresentato nel panorama artistico di inizio Novecento.

Anche se già a inizio secolo è possibile rintracciare delle premesse al superamento della tradizione figurativa (ricordiamo, ad esempio, il futurista Boccioni), è soltanto intorno alla metà degli anni '30 che si verifica il vero e proprio distacco dalle istanze che da sempre governavano l'arte italiana: la realtà e la natura smettono di essere protagoniste, e al loro posto si impone una geometria di linee, colori e superfici con cui l'artista esprime le sue emozioni.
È proprio da qui che parte il percorso proposto da Risaliti, un percorso che passa attraverso le prime sperimentazioni degli anni '30, la censura e l'emarginazione durante gli anni del regime, il conseguente arresto del movimento. E poi ancora il ritorno di Fontana e Burri, l'abbandono definitivo del linguaggio figurativo, le neo-avanguardie degli anni '60, la nascita del movimento dell'Arte Povera.
Insomma, una raccolta complessa e articolata in cui è possibile ammirare il lavoro dei maggiori e più famosi esponenti del movimento astrattista, ma anche quello di artisti che talvolta sono stati (a torto!) lasciati in disparte. Una mostra ambiziosa, che attraverso quadri importanti vuole invitare il pubblico a staccarsi dalla tradizione figurativa, compito difficilissimo in una città come Firenze. Un'esposizione che alla fine assomiglia più ad un viaggio, una traversata lungo mezzo secolo della nostra storia artistica in poco più di quaranta opere.

La mostra è aperta dal 24 settembre al 28 novembre, nelle sale della Tornabuoni Arte (Lungarno Benvenuto Cellini, 3).
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.tornabuoniarte.it

Elettra Rizzotti