Home > Webzine > ''Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana'' in mostra a Palazzo Strozzi
lunedì 23 novembre 2020

''Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana'' in mostra a Palazzo Strozzi

24-09-2015
L'attesa è finita: finalmente si svela al pubblico "Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana". "Una mostra importante-ha dichiarato Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze- non solo per i capolavori che la popolano, ma perché vuole porre l'accento su uno degli aspetti meno noti dell'arte contemporanea: il sacro". Dal 24 settembre al 24 gennaio 2016, Palazzo Strozzi, diventa teatro di una profonda riflessione che coinvolge due universi, la cultura e la fede; due anime forti che nei secoli hanno dimostrato di sapersi amare e detestare, senza tuttavia poter fare a meno l'una dell'altra. La dimensione spirituale ha da sempre affascinato l'essere umano spingendolo ad esprimere la propria idea di Dio, con tecniche, materiali e approcci diversi in quanto, come diceva Chagall, "la Bibbia è la più grande tavolozza in cui ogni artista intinge i suoi pennelli".
E così si sono ritrovate a Firenze ben 90 opere frutto del genio di Domenico Morelli, Gaetano Previati, Felice Casorati, Gino Severini, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova, Vincent van Gogh, Jean-François Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Stanley Spencer, Georges Rouault e Henri Matisse. Tele e sculture che grazie a Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi e Carlo Sisi, si confrontano per dar vita a un romanzo iconografico, suddiviso in sette capitoli, ambientato tra la seconda metà dell'Ottocento e il Novecento. Tutto inizia durante la Restaurazione, quando davanti all'incertezza ideologica, l'arte sacra torna a rivivere nelle pale di grandi dimensioni che dominano la prima sezione, "Dal Salon all'altare", come i "Maccabei" di Antonio Ciseri. Sotto il rigore classico che domina questo quadro in realtà lo spettatore nota tutta la passione della militanza sociale. Poco distante in "Rosa mystica" incontriamo il Simbolismo e il suo rinnovato culto per la Madonna, ora contadina, donna nobile o provocatoria, come quella rappresentata da Edvard Munch. Le parti centrali del percorso seguono invece la narrazione evangelica, dall'Annunciazione alla Passione e Resurrezione di Cristo. Gaetano Previati in "Georgica" porta in scena il lato più umile della Sacra Famiglia, mentre Luigi Colombo la proietta nel XXesimo secolo all'interno di uno scenario futurista. Dopo le "Parabole" si giunge alla "Via Crucis" e infine alla "Crocifissione"; l'episodio più tragico della storia di Cristo diventa qui un emblema attraverso cui rappresentare i drammi della Storia. Dalla dialettica inquieta che trapela dall'immagine guida della mostra, la "Pietà" di Van Gogh, all'irruenza di Otto Dix, per raggiungere la "Crocifissione bianca" di Marc Chagall, un'opera che lancia un vero e proprio messaggio di speranza e di denuncia. Il verbo diventa sulla tela allegoria di un intero popolo, gli ebrei, come possiamo notare da alcuni accorgimenti: il pittore sostituisce gli angeli con tre anziani e la corona di spine con un copricapo. Si prosegue poi scoprendo i progetti di Gino Severini e la dicotomia tra l'architettura dello spazio e la decorazione, protagonista del video-trittico "Spazio, luce, sacralità". La mostra si chiude con l'atto più intimo della fede, la "Preghiera", che ha ispirato tra i tanti Felice Casorati, Cagnaccio di San Pietro e Jean-Francois Millet che con il suo "Angelus", esprime con forza il rapporto tra l'uomo e sua madre, la natura.L'esposizione è il frutto della collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi, l'Arcidiocesi di Firenze, l'Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, l'Associazione Mus.e e i Musei Vaticani.
"Una mostra che lascerà il segno- ha dichiarato Cristina Acidini- La sorpresa consiste nel toccare con mano la varietà di accenti artistici e culti che la rassegna accoglie sotto lo stesso tetto. Ogni artista infondo ha colorato il sacro della propria quotidianità creativa, attualizzandolo. Questa, come ogni mostra, è un punto di arrivo ma allo stesso tempo un punto di partenza". E' da qui, dalle opere di "Bellezza divina" in mostra a Palazzo Strozzi, che s'inizia a scrivere una nuova storia in cui l'arte sacra scende dagli altari per incontrare il Mondo e dar vita a un dibattito che non conosce differenze di colori e religioni.

Per informazioni: www.palazzostrozzi.org 

Martina Viviani