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mercoledì 20 novembre 2019

''Il mistero dell'esistenza in Louis-Ferdinand Céline'', incontro alle Scuole Pie Fiorentine

07-11-2015
Sabato 7 Novembre è in programma un pomeriggio dedicato al "Mistero dell'esistenza in Louis-Ferdinand Céline", alle ore 17.00, alle Scuole Pie Fiorentine (via La Marmora, 35).
L'iniziativa, organizzata dall'associazione Eumeswil, vedrà ospiti Marina Alberghini e Enrico Nistri.
Nel corso del primo intervento si dirà come Céline, considerato dalla vulgata uno scrittore estremamente realistico fino alla brutalità, fu anche vicino ai messaggi che giungono dall'Altrove. Confesserà infatti che per lui, che possedeva un'immensa riserva di poesia e immaginazione, il quotidiano fu sempre contrassegnato da un duro dovere di denuncia: "Io sono celtico, prima di tutto - scrisse-Sognatore Bardico- è veramente là il mio dono- io l'ho piegato al realismo per odio verso la crudeltà degli uomini- per il gusto della lotta-ma in realtà la mia musica è leggenda". E in effetti Cèline fu profetico e visionario come i Druidi. Il suo rifugio contro gli orrori del mondo contingente che la sua penna denunciava spietatamente, sarà la " fèerie" il mondo di entità e di archetipi mitici, come la Danza, la Musica, la Leggenda e il Mito, i Castelli, l'Arte, i Gatti, i Fantasmi. Là dove regnano l'exstrasensoriale e il paranormale, il mondo di quelle vibrazioni che lo scrittore chiamava le "onde", dalle quali confessava gli arrivasse il suo dire, e al quale hanno accesso solo pochi privilegiati, come gli artisti, i sensitivi, i mistici. Come celtico, si sentì sempre figlio di quel paese favoloso, nelle cui foreste occhieggiano creature come gli elfi, i folletti e le fate. Una scoperta, quella della sua doppia personalità, oggi particolarmente intrigante. Non a caso Cèline amò particolarmente due artisti antitetici: Bruegel e Bosch, naturalismo e visione.
Nel corso del secondo incontro invece si evidenzierà come esistono pochi autori in cui profezia e biografia, ossessioni e previsioni trovano maggiore coincidenza che in Louis-Ferdinand Céline. Il relatore di questa relazione è giunto a questa conclusione nel corso di uno dei suoi ultimi viaggi a Parigi, in cui, da grande estimatore del Voyage au bout de la nuit, ma soprattutto di Mort à crédit, si è recato in quel passage de Choiseul in cui la madre dello scrittore aveva una bottega di merlettaia e in cui il piccolo Céline trascorse i primi anni della sua vita. La galleria, nel cuore della capitale francese, nel secondo Arrondissement, era occupata dai negozi cinesi. Come non ricordare, di fronte a quello spettacolo, una delle ultime e all'apparenza vaneggianti, profezie di Céline, " i cinesi a Brest", e non riflettere su come proprio in quello che era stato il punto di partenza della sua esperienza biografica tale intuizione si era avverata mezzo secolo dopo la morte? Partendo da questa plastica constatazione, il relatore cercherà di tracciare un percorso attraverso l'esperienza biografica, letteraria, politica di Céline, profeta del tramonto dell'Occidente, critico spietato della società del suo tempo, sino a mostrare che le paranoie dei letterati, a volte, sono più profetiche delle previsioni dei sociologi.

L'ingresso è ad offerta libera.

Per maggiori informazioni: www.eumeswil.cc 

GB