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sabato 25 gennaio 2020

''Aquarium'' di Marcelo Figueras alla Libreria IBS di Firenze

04-12-2015

Venerdì 4 dicembre lo scrittore Marcelo Figueras presenta il suo nuovo romanzo "Aquarium", intervistato da Simona Maggiorelli del settimanale Left, alle ore 18.00, alla Libreria IBS di Firenze, in via de' Cerretani.

La foto di due bambini tra le mani. Ulises è in aereo e sta attraversando il mondo per ritrovarli. Sono Tadeo e Alicia, i suoi figli portati via dalla moglie. In Israele, un paese devastato dalla violenza, in cui Ulises, straniero, deve lottare per farsi comprendere. L’incontro con Irit, un’artista, cambia tutto. Il limite linguistico che li divide è solo apparente: i due sapranno creare...

Un'odissea contemporanea dove la guerra fra israeliani e palestinesi, l'amore e la possibilità di trovare nuovi linguaggi ci raccontano che il "conflitto è alla base di tutte le società". L'argentino Marcelo Figueras torna in Italia con 'Aquarium' (L'Asino d'Oro, pp 316, 14 euro). Sarà alla libreria IBS di Firenze ( via de' Cerretani, 16/r) in un incontro con Simona Maggiorelli del settimanale Left. Letture di Pio Villanacci.

Scrittore, sceneggiatore e giornalista che si è fatto conoscere in tutto il mondo con 'Kamchatka', storia dei desaparecidos vista con gli occhi di un bambino di otto anni, Figueras, a Mantova, nel giorno dell'inaugurazione del Festival, racconta che "tutto ciò che è diverso da quello che i poteri forti della società vogliono per noi viene dipinto come un pericolo, dai migranti ai gay". "E' come se ci dicessero: 'ciò che non hai oggi è a causa di quelle persone che mettono in pericolo anche la tua occupazione'. Come se un migrante siriano potesse fare lo stesso lavoro che facciamo noi. E' assurdo" sottolinea Figueras.

In 'Aquarium' troviamo l'argentino Ulises alla ricerca dei due figli, portati via dalla moglie, in un Israele devastato. Non sa più nulla di loro e attraversa il mondo con la loro foto in mano cercando di farsi comprendere in un paese che non lo capisce. Tutto cambia quando incontra un'artista, Irit, con cui dialogherà attraverso gli sguardi, i corpi, le sensazioni, inventerà un nuovo linguaggio in cui entra anche la voce dello scrittore che è stato inviato di guerra durante la seconda Intifada.

Come per Kamchatka, vincitore del Premio Scanno 2014, questo romanzo pieno di citazioni colte, riflessioni psicanalitiche, è nato da una sceneggiatura e la spinta a fare l'esperienza dura, forte, coinvolgente dell'Intifada è stata letteraria, per dare una voce a Ulises. "Il protagonista è un uomo che ha perduto la sua famiglia e la sua patria e vuole ritrovare gli affetti della sua vita. Il nome non è casuale. Sono convinto - racconta Figueras - che il tuo nome è la tua forma e ci sono parti del romanzo in cui Ulises pensa all'importanza e al peso che hanno i nomi nella nostra vita". Quando ha scritto Aquarium, Figueras, classe 1962, pensava soprattutto alla sua Argentina. "Noi siamo sopravissuti alla dittatura e pensavamo che il regime fosse un'eccezione e invece non era così. Si cerca ancora di uccidere i giovani, solo con scuse diverse. Viviamo in un mondo dove non si vuole vivano le persone che non si tollerano. In questo senso il conflitto fra Israele e Palestina è emblematico, perché in un territorio piccolo metà delle persone che ci vivono vorrebbe ammazzare l'altra parte, nella convinzione che non ci sia altra soluzione a questo problema" spiega Figueras.

Ma nel romanzo c'è anche la speranza e qualcosa di magico, quell'incastrarsi di tutti i pezzi di un puzzle che si ritrova nella voce diretta dell'autore che si inserisce nella storia.

"Lo faccio perché voglio condividere con il lettore le intuizioni che ho avuto" conclude lo scrittore che per il momento non ha avuto proposte per fare un film da Aquarium e dice: "Non sarebbe un'impresa facile".

Info: www.lasinodoroedizioni.it