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giovedì 21 novembre 2019

''Don't cry'' secondo atto: al Cimitero agli Allori si suona Brahms

30-11-2015
Mercoledì 2 dicembre alle ore 21.00 presso il Cimitero Evangelico agli Allori di Firenze (via Senese, 184) si terrà il secondo atto di "Don't cry", rassegna a cura di Fondazione Pubbliche Assistenze/Humanitas, Comitato delle Chiese Evangeliche e Nuovi Eventi Musicali.

Inaugurato lo scorso settembre con un omaggio a Oriana Fallaci, il progetto ha lo scopo di far riflettere, attraverso l’arte, sulla vanità di molte cose che si incontrano nel quotidiano, in favore di un’analisi più approfondita e sincera. Il secondo appuntamento, che si svolgerà presso la cappella storica, prevede l’esecuzione di due capolavori di Johannes Brahms, le Sonate No. 1 op. 38 e No. 2 op. 99 per violoncello e pianoforte, interpretate dal duo composto da Vittorio Ceccanti e Matteo Fossi. Le due sonate sono piuttosto lontane nel tempo nella produzione brahmsiana, a vent’anni di distanza l’una all’altra, e nello stile: la prima fu composta tra il 1862 e il 1865, e contiene un esplicito riferimento a Bach, in un’articolata fuga (il 1865 è anche l'anno della morte della madre di Brahms, alla quale egli era legatissimo), mentre la seconda, del 1886, è più brillante, un brano di difficoltà estrema, un esperimento di sinfonismo per due strumenti. 

Dice Matteo Fossi, direttore artistico dei Nuovi Eventi Musicali, a proposito dell’evento: "Sono molto felice di questo progetto, la Chiesa del Cimitero agli Allori è un posto raccolto, adatto a fare concerti di musica da camera. Quando i NEM ritornano a farla è una festa, Brahms poi è per noi un autore di elezione, che ci accompagna sin dalla nascita dell’associazione, circa quindici anni fa. Inoltre, sono felice che a suonare con me ci sia Vittorio Ceccanti, uno dei più importanti musicisti italiani, fiorentino, collaboratore e amico. Interpreteremo due capisaldi per violoncello e pianoforte, che non sono di così frequente ascolto insieme. Sono infatti accentranti in un programma, ma noi li proponiamo entrambi, per dare agli ascoltatori la possibilità di godere della densità di questa musica. All’inizio, con i Nem, avremmo cercato di scomporre, di proporre magari movimenti isolati, invece adesso siamo tornati dal frammento all’unità. Anche adesso, che sono al centro di molti progetti concertistici e discografici, l’esperienza dei Nem è stata ed è per me (lo dico col senno di poi) decisiva, mi ha insegnato tante cose di cui non avrei saputo nulla se mi fossi limitato a fare il musicista o il docente. La messa in opera dei progetti è sempre di più un aspetto fondamentale della musica. In 15 anni, da quando abbiamo cominciato noi, è cambiato tutto, anche ragazzi molto in gamba fanno fatica oggi a suonare. E’ giusto che i giovani, per crescere, si ritaglino degli spazi propri, come abbiamo fatto noi. I Nem nascono come un volano di idee, se dovesse rimanere un fenomeno isolato sarebbe una tristezza. Invece mi sembra che qualcosa si stia muovendo tra i giovani, e ne sono felice”. 

Posti limitati. Ingresso libero su prenotazione obbligatoria a info@nuovieventimusicali.it - tel 055 2001875.

AT