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sabato 30 maggio 2020

I Santi di Bulgarini arrivano alla Galleria degli Uffizi

30-11-2015
"Bartolomeo Bulgarini, un pittore ancora non rappresentato, arriva ad arricchire la nostra collezione- ha dichiarato Daniela Parenti, Direttrice del dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento della Galleria degli Uffizi- Erano due legni scuri coperti da nero-fumo e danneggiati da un precedente intervento, per questo abbiamo deciso di operare su due linee. Il restauro del supporto ligneo ha interessato la ricostruzione di alcune parti soprattutto nella zona bassa. Per la superficie pittorica invece si è passati dalla pulitura al colmare alcune lacune".
Il ricco patrimonio artistico della Galleria degli Uffizi a Firenze accoglie i Santi di Bartolomeo Bulgarini. Da martedì 1 dicembre, la sala dedicata al Trecento italiano, si apre all'estro di uno dei pittori senesi meno noti che, dopo due importanti restauri, torna a brillare nel celebre museo fiorentino. Grazie al sostegno economico del Cralt, il Circolo Ricreativo Aziendale per i Lavoratori delle Aziende del gruppo Telecom Italia, alle sapienti mani di Rita Alzeni, Roberto Buda ed alla supervisione di Daniela Parenti, è stato possibile recuperare quasi completamente due pale realizzate nel XIV secolo che fino ad oggi erano rimaste rinchiuse nei depositi a causa del loro cattivo stato di conservazione.
Le opere, documentate nel 1855 alla Galleria dell'Accademia, giunte nella Galleria agli inizi del 1991, trasudano non solo i tratti stilistici della pittura senese di quell'epoca ma anche il profondo legame religioso che ha connotato la vita di Bulgarini e di conseguenza anche il suo tratto. Nato e vissuto tra Siena e Firenze tra il 1337 e il 1378, Bartolomeo, secondo quanto riportato da Vasari, fu allievo di Pietro Lorenzetti e Duccio Boninsetti, pittori che ne influenzano i modelli figurativi e la percezione degli spazi. Istituì una delle più note botteghe senesi e nel 1370 con la moglie entra a far parte della confraternita dell'ospedale di Santa Maria della Scala a cui dedica tutte le sue capacità.
Le due tavole, giunte a Firenze, rappresentano a figura intera San Giovanni Battista che, stingendo tra le mani la scritta 'Ecce Agnus dei', sembra anticipare la venuta del Salvatore, e San Pietro. Nella parte inferiore, circondate dal colore dorato, spiccano invece altre due figure, San Paolo, che cinge in mano la stessa spada con cui venne trafitto ed un altro apostolo ancora non identificato. Notando sulla superficie laterale i resti di alcuni cavicchi, gli studiosi hanno da subito capito che non si doveva trattare di singole opere ma di un unico polittico con al centro la "Madonna con il Bambino", ad oggi conservata alla Pinacoteca Nazionale di Siena. L'ensemble, smembrato probabilmente con la soppressione degli ordini fatta da Napoleone, rivela agli occhi del pubblico tutti i tratti della scena artistica senese dell'epoca. Innanzitutto l'assenza della tela sotto lo strato preparatorio, la posizione della traversa inferiore, la ricchezza dei particolari, gli abiti e i colori che a tratti si discostano dalla sacralità per abbracciare il fervore emotivo dell'amor cortese. Altra costante è la presenza di motivi decorativi, frutto della conoscenza della miniatura francese, che permiano le opere enfatizzando la tematica allegorica.
Per riportare i capolavori al piacere del grande pubblico Roberto Buda ha rivitalizzato il supporto ligneo, che a causa del tempo e di numerosi insetti, era stato rotto in molteplici punti, ricostruito le parti mancanti ed infiene impregnato le superfici con dei solventi per prevenire i futuri attacchi. Per quanto riguarda invece la superficie, offuscata e danneggiata a causa di un precedente intervento, Rita Anzelmi, ha proceduto ad un'accurata ripulitura che ha riportato il colore alla sua luce naturale. Nonostante questo il volto di San Giovanni Battista è rimasto incompleto; le sue sembianze possono essere percepite da una nuda ricostruzione che non ha alterato l'opera nel suo complesso, fornendo ai posteri l'originale chiave di lettura.

Per maggiori informazioni: www.polomuseale.firenze.it 

Martina Viviani