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giovedì 21 novembre 2019

Uffizi: ''Federico Barocci disegnatore'', la mostra della giovane curatrice Roberta Aliventi

18-12-2015
Il Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi, apre al pubblico, fino al 3 aprile, la mostra "Federico Barocci disegnatore. La fucina delle immagini". Un prezioso regalo che anticipa le feste Natalizie per permettere a tutto il pubblico di conoscere l'estro creativo di uno dei maggiori esponenti del Manierismo italiano.

"La mostra che si apre oggi è dedicata a Francesco Barocci, un pittore che riesce a captare e allo stesso tempo rivalutare la corrente artistica della sua epoca. Tutto nasce
- come ha sottolineato la giovanissima curatrice Roberta Aliventi- dal mio tirocinio e dalla mia tesi di laura, nel 2012 e poi si è ampliato. L'obiettivo è quello di rivalutare l'immenso archivio del gabinetto Disegni e Stampe e nello stesso momento dar lustro tutte le complessità che fanno di Barocci un pittore unico, come l'evoluzione del suo processo creativo che si muove proprio dalla grafica. Ha una mentalità libera che segue l'istinto sovrapponendo schemi che utilizza sia per esigenze pratiche che per dar libero sfogo alle sue idee. La sua novità sta di fatto nel recuperare le diverse pratiche di bottega e dar vita così a un disegno che diventa parte integrante del processo pittorico".

Federico Barocci, figlio d'arte, nasce a Urbino ma è a Roma che inizia la sua celebre carriera. Dopo aver aderito alla Controriforma torna nella sua terra natia e il suo stile prende le distanze dalla scuola raffaelliana per sperimentare nuovi linguaggi; inizia così a studiare le composizioni in maniera quasi maniacale. Era interessato a tutto, alla luce, alle espressioni, alla prospettiva, alle dimensioni ed al colore come testimoniano i 38 bozzetti che affollano il Gabinetto Disegni e Stampe. Da borderline, Federico, rifiuta, ma allo stesso tempo imita, la classicità insegnata dalle accademie per dar vita alla propria arte. Per rappresentare la realtà recupera le linee proprie delle sculture greche e ne studia tutti i singoli dettagli in fogli preparatori in cui le linee sembrano giocare tra loro e rincorrersi una sopra l'altra. Questi tratti stanno alla base della sua pittura e per realizzare questa sovrapposizione usa moltissime tecniche, come il pastello; non si tratta dunque di livelli separati tra loro ma di idee in movimento che si legano le une alle altre per dar vita ad una sola sequenza cinematografica. E' interessante notare poi come l'artista si focalizzino sui dettagli di un volto e di una mano, e come questi vengano riletti infinite volte per raggiungere la perfezione. La creazione si plasma su le sue esigenze mentali è in un continuo work in progress che spesso discosta dall'opera finita. Una costante della sua grafica è l'uso del colore che diventa un elemento inscindibile del disegno; questo è presente fin dalle prime fasi della creazione grafica e non solo in quelle finali. In questo campo Federico introduce una nuova tecnica il cartoncino, un supporto da lui utilizzato per enfatizzare la costruzione di luci ed ombre. Il suo estro si muove dunque dall'esperienza lombarda del chiaro scuro, dal disegno fiorentino, al colore veneziano per esprimere un estro libero da correnti prestabilite capace di ideare una nuova forma d'arte che, come "Federico Barocci disegnatore. La fucina delle immagini", trova la sua essenza proprio lo studio grafico.

La mostra rientra negli appuntamenti scientifici promossi all'interno del Progetto Euploos, nato nel 2006 dalla collaborazione tra il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, il Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut e la Scuola Normale Superiore di Pisa. L'obiettivo, come ha ricordato Marzia Faietti, Direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e coordinatrice scientifica del progetto, "è quello di creare un ponte tra i giovani studiosi, gli istituti di ricerca, le università e i musei. Non esiste un catalogo cartaceo ma il materiale è già disponibile online, basta collegarsi al sito."

Il Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi torna dunque a mettere in luce il talento e le capacità di giovani studiosi per supportare la loro formazione e la loro ascesa professionale, ricordando che, come ha dichiarato il direttore Eike Schmidt, "le mostre non devono solo mettere in luce i capolavori noti, ma dare la possibilità e gli spazi a nuove ricerche ed ai giovanissimi".

Per consultare il catalogo online: www.uffizi.firenze.it/gdsu/euploos/#/mostreonline 

Martina Viviani