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mercoledì 20 novembre 2019

Bosch e l'arte fiamminga e olandese protagoniste di due conferenze al Lyceum

15-02-2016
Lunedì 15 e giovedì 18 febbraio, il Lyceum Club Internazionale di Firenze, in via degli Alfani, ospita due conferenze sull'arte fiamminga e olandese dal Quattrocento al Seicento: una panoramica sull'epoca d'oro della tradizione pittorica di quei Paesi e una specifica sulla figura di Hieronymus Bosch, di cui ricorre quest'anno il 500° anniversario della morte e la sua città natale, 's-Hertogenbosch (Bois-le-Duc) nel sud dell'Olanda, organizzerà la più grande mostra a lui mai dedicata.
Le conferenze, a ingresso libero, saranno tenute da Giulia Franceschini, una storica dell'arte fiorentina che lavora da diversi anni nei Paesi Bassi ed è cofondatrice di una società che organizza eventi e visite storico-artistici in collaborazione con i maggiori musei olandesi.

"A 500 anni dalla sua scomparsa – afferma Giulia Franceschini - continua a fare sognare (o far incubi) con le sue rappresentazioni fantasiose, piene di animali, mostri e leggende in cui il sacro si mescola spudoratamente al profano. In un periodo in cui le certezze e incertezze dell'uomo medievale si confrontavano e scontravano con la scoperta di un orizzonte più vasto, di un mondo nuovo e lontano, in un periodo in cui cominciavano a formarsi “eresie” all'interno della Chiesa, Bosch mescolava Paradiso e Inferno sulle sue tele e le popolava con creature dalle forme più bizzarre e inquiete, come specchio delle paure, credenze e fede dell'uomo medievale. Un caos dal quale tutto può emergere, ma cosa esattamente, non si sa".

Giovedì invece sarà la volta della conferenza intitolata "Dal Quattrocento al Seicento. Arte fiamminga e arte olandese". Come dice Giulia Franceschini: "Van Eyck? Fiammingo. Rembrandt? Olandese. Rubens? Fiammingo. Tutti appellativi diversi per artisti che hanno vissuto e lavorato tra il Quattrocento e il Seicento in un territorio poco più grande del Benelux attuale. Agli inizi del XV secolo, Jan van Eyck, pittore di corte del duca di Borgogna, avrebbe inventato la tecnica della pittura a olio creando così quadri con raffinatissime velature e dettagli. Comincia così il successo e con esso la diffusione in tutta Europa di opere dei cosiddetti primitivi fiamminghi. Nel Cinquecento, molti nordici vanno fino a Roma per studiare l'Antichità e i maestri italiani, rielaborando poi i nuovi aspetti con la produzione “locale”. Nel Seicento, si parla di Olandesi per il Nord e ancora di Fiamminghi per il sud (anche se non più primitivi). Rubens, Jordaens, van Dyck, Rembrandt, Vermeer, Jan Steen, Pieter de Hooch, etc. Artisti che, parallelamente alla storia e alla politica dei paesi rispettivi, creano opere che influenzeranno le generazioni future".

Le attività del Lyceum Club Internazionale di Firenze hanno il sostegno dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio del Comune di Firenze.

Ingresso libero.

Info: www.lyceumclubfirenze.net 

M.V.