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venerdì 22 novembre 2019

Amici della Musica Firenze: Matsuev, Amarcord, Quartetto di Cremona al Teatro della Pergola

20-02-2016
È acclamato nelle sale concertistiche di tutto il mondo per il formidabile smalto tecnico, per un virtuosismo che coniuga magistralmente potenza e delicatezza, nel solco della grande tradizione russa. Il pianista di origini siberiane Denis Matsuev debutta ora in recital nei cartelloni degli Amici della Musica Firenze, protagonista dell’appuntamento di Sabato 20 Febbraio (ore 16), al Teatro della Pergola. Con un programma concepito per esaltare al meglio le sue portentose qualità tecniche e la spiccata congenialità con il repertorio russo: dalla Dumka op.59 di Čajkovskij ai celeberrimi Quadri di una esposizione di Musorgskij (presentati nella versione originale dello stesso autore) fino a Rachmaninov, autore nel quale Matsuev eccelle e qui rappresentato dall’imponente affresco della Sonata n.2 op.36 (la seconda versione, del 1931, più snella rispetto alla prima del 1913) e da alcune celebri pagine, come il Preludio op.23 n.5. Impostosi trionfalmente con la vittoria al Concorso Internazionale Čajkovskij (1998), Matsuev suona con la New York Philharmonic e i Berliner Philharmoniker, oltre ad essere frequentemente ospite delle più celebri orchestre russe, come la Filarmonica di San Pietroburgo e quella del Teatro Mariinsky. Di gran pregio le bacchette con le quali solitamente collabora, da Valery Gergiev a Yuri Temirkanov, da Mariss Jansons a Zubin Mehta, da Semyon Bychkov a Gianandrea Noseda. Matsuev è inoltre molto sensibile alla promozione musicale e a progetti educativi: dal 2005 è direttore artistico del Festival Crescendo, dedicato alle giovani promesse, ed è presidente della fondazione benefica russa New Names. Scelto dalla Fondazione Rachmaninov (della quale è diventato poi direttore artistico) per eseguire brani inediti o rari del compositore sul pianoforte a lui stesso appartenuto, Matsuev ha ricevuto il Premio Šostakovič e la nomina ad Artista del Popolo della Russia. Fra i suoi numerosi successi discografici, si segnalano in particolare i Concerti di Šostakovič e di Čajkovskij con Gergiev, il Concerto n.2 di Rachmaninov e la Rapsodia in blu di Gershwin con Gilbert, il recital alla Carnegie Hall e un cd interamente dedicato a Rachmaninov con prime incisioni mondiali. È anche autore di composizioni jazz, da lui amatissimo.

Il sogno, la notte, la natura, evocati in un’unica atmosfera di segno romantico. È questo il tema che percorre il programma Traumlicht/Una luce nel sogno col quale si ripresenta al Saloncino del Teatro della Pergola, Domenica 21 Febbraio (ore 21), l’ensemble di cinque voci maschili tedesche Amarcord. Due tenori, un baritono e due bassi, riuniti nella formazione rigorosa ma dall’espressività flessibile di un coro a cappella, per un programma che prende il titolo dal secondo dei Männerchöre (Cori maschili) scritti nel 1935 da Richard Strauss, l’autore che domina la serata con la sua piacevole maestria accanto a Schubert e Reger. Una nuova occasione per apprezzare un gruppo famoso in tutto il mondo. Gli Amarcord si sono riuniti nel 1992, ex componenti del coro di voci maschili dello storico Thomanerchor di Lipsia, distinguendosi fin dall’inizio come uno dei migliori ensemble vocali. In Germania, l’Amarcord si è conquistato la fama di una vera e propria star nazionale, al punto da organizzare ogni anno un festival e un concorso di musica vocale presso il Gewandhaus di Lipsia, l’International Festival of Vocal Music A Cappella. Si esibisce anche a fianco di artisti come la pianista Ragna Schirmer e il violinista Daniel Hope. Vasto è il suo repertorio, che spazia dai madrigali agli arrangiamenti a cappella di famose canzoni e a pagine contemporanee di MacMillan e Terzakis, documentato anche da una discografia che si è aggiudicata i massimi riconoscimenti.

Programma tutto dedicato a Beethoven, ma con un’autentica rarità, quello presentato Lunedì 22 Febbraio (ore 21), al Saloncino della Pergola, da Andrea Lucchesini al pianoforte, Isabel Villanueva alla viola e il Quartetto di Cremona. Artisti che sul palcoscenico si avvicenderanno in varie formazioni. Dapprima il solo Lucchesini, per la celeberrima Sonata op.57, nota come “Appassionata” perché percorsa dallo slancio potente; poi il Quartetto di Cremona, impegnato a restituire il Quartetto op.59 n.3, semplice ma segnato da una stringente logica costruttiva, l’ultimo quartetto della serie commissionata a Beethoven dal conte russo Razumowsky. Infine, tutti insieme per offrire l’ascolto di una pagina concertistica di Beethoven nota ma non nella veste strumentale in cui verrà presentata: il Concerto per pianoforte n.4 op.58, in una versione cameristica realizzata dallo stesso Beethoven che è stata rinvenuta dallo studioso tedesco Hans Werner Küthen e che era destinata all’uso esecutivo privato del principe Lobkowitz, fra i principali mecenati del compositore. Una formazione di musicisti di prim’ordine per questo omaggio a Beethoven, a cominciare da Andrea Lucchesini, rinomato pianista di scuola italiana (si è formato con Maria Tipo) attivo come interprete nei maggiori centri musicali e ideatore di programmi musicali mai banali. Il Quartetto di Cremona è poi fra i migliori quartetti d’archi di oggi: nato nel 2000 presso l’Accademia Stauffner di Cremona e perfezionatosi all’Accademia Europea del Quartetto della Scuola di Musica di Fiesole, nell’attuale formazione fin dalla nascita (Cristiano Gualco e Paolo Andreoli violini, Simone Gramaglia viola, Giovanni Scaglione violoncello, tutti genovesi) si esibisce regolarmente nei principali festival, ed è titolare della cattedra di quartetto proprio presso l’Accademia Stauffer dove è nato. Ospite per la prima volta degli Amici della Musica, la violista spagnola Isabel Villanueva ha tenuto concerti al Palau de la Musica Catalana di Barcellona, nella Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo e alla Wigmore Hall di Londra, e si è esibita accanto all’Orchestra Sinfonica della Radio Televisione Spagnola, della Filarmonica di San Pietroburgo e dei Solisti di Mosca.

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