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giovedì 14 novembre 2019

''Alceste: storia di un amore ferrarese'' di Eugenio Bolognesi alla Biblioteca Umanistica

22-02-2016

Lunedì 22 febbraio si terrà l'incontro organizzato dalla Fondazione il Fiore di Firenze con Eugenio Bolognesi, autore del libro "Alceste: storia di un amore ferrarese. Giorgio de Chirico ed Antonia Bolognesi", alle ore 17.00, alla Biblioteca Umanistica dell'Università di Firenze (piazza Brunelleschi, 3/4).

La trascrizione integrale di 125 documenti rimasti a lungo inediti: le 104 lettere e cartoline che Giorgio de Chirico indirizzò nel 1919 ad Antonia Bolognesi, la sua fidanzata nel periodo della «Ferrara delle sorprese» (1915-1918), più numerose fotografie d’epoca e copie anastatiche dei manoscritti. E’ il cuore documentario del libro ‘Alceste: una storia d’amore ferrarese. Giorgio de Chirico e Antonia Bolognesi’ (Maretti Editore 2015) in cui Eugenio Bolognesi, pronipote di Antonia, ha ricostruito e narrato con sensibilità la tormentata relazione sentimentale tra il giovane de Chirico e l’enigmatica presenza femminile che egli stesso definì la sua «Musa inquietante». Narrazione a cui si aggiungono i testi di Fabio Benzi, Victoria Noel Johnson e Paolo Picozza.

Questo libro, che ha gettato nuova luce su un periodo particolare della vita di Giorgio de Chirico – il quale durante la Prima Guerra Mondiale si trovava a Ferrara da soldato ricoverato e adibito a mansioni da scritturale – ma anche cruciale per la sua evoluzione artistica, verrà presentato in un incontro con l’autore coordinato da Maria Giuseppina Caramella, Presidente della Fondazione il Fiore. Dopo il saluto di Floriana Tagliabue, Direttore della Biblioteca Umanistica, interverranno Maria Paola Poponi (casa editrice Maretti) ed Elena Pontiggia (Fondazione Giorgio e Isa de Chirico). Gabriella Musmeci leggerà alcune pagine del volume.

«Questo straordinario “diario” – ha scritto Paolo Picozza, Presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico - fornisce uno strumento d’indagine quanto mai insolito, quello di una prospettiva che parte dal disegno di un progetto di vita in cui la nobiltà d’animo dei protagonisti e le usanze formali dell’epoca hanno quel che di eterno e di classico, di armonia e di fatalità, che coincidono con tutta l’arte di de Chirico, dalla Metafisica all’allora nuova ricerca classicizzante».

Il testo di Eugenio Bolognesi consente di scoprire l’identità della giovane donna ritratta nell’opera esposta nella prima mostra personale dell’artista presso Casa d’arte Bragaglia (febbraio 1919) e acquistata poi da Signorelli (vedi immagine di copertina). De Chirico scrisse da Roma ad Antonia il 5 dello stesso mese: «L'esposizione va benone; il tuo ritratto ammiratissimo; l'ho intitolato “Alceste”»; e il 14, giorno di S. Valentino: «“Alceste” è molto corteggiata e temo che me la portino via». Come spiega Paolo Picozza «il nome dato da de Chirico alla sua benamata è “Alceste”, figura mitologica che rappresenta la fedeltà coniugale e la moglie ideale, pronta al più grande sacrificio, lei che era il suo ideale di bontà, gentilezza e bellezza, come scrisse in una lettera del febbraio 1919».

Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel.: 055-225074